LA CONGIUNTIVITE PRIMAVERILE O VERNALE

 

   

 LA CONGIUNTIVITE PRIMAVERILE O VERNALE

La congiuntivite primaverile o vernale  è una affezione meno frequente della congiuntivite allergica, che si evidenzia nel periodo  primaverile-estivo fino all’autunno e con completa remissione negli altri periodi. Tuttavia nei climi caldi non sono rare le forme persistenti per tutto l’arco dell’anno.

 

E’ più frequente nei climi caldi, soprattutto nell’area del Mediterraneo, nel Medio Oriente, in India e in Giappone, e  interessa prevalentemente soggetti di sesso  maschile dai 3 ai 20 anni.
Si risolve quasi sempre dopo la pubertà o comunque nell’arco di 5-10 anni dalla sua comparsa. Un fattore non secondario è determinato dalle radiazioni luminose.
Talvolta i soggetti coinvolti, specie i bambini sono costretti a vivere al buio.
Non è strettamente legata a sensibilizzazioni allergiche:  i soggetti con altre manifestazioni allergiche (asma, rinite, eczema) non superano il 40%, e quindi sono più frequenti i casi in cui non si evidenzia alcuna positività ai test allergologici.
Vengono distinte tre forme cliniche: tarsale, limbare e mista.
Il prurito è il disturbo più intollerabile, associato a fotofobia, lacrimazione e da secrezione  densa e mucosa, e senso di corpo estraneo. Il dolore se presente è indice di compromissione corneale.
Manca il coinvolgimento rinitico, presente di norma nella congiuntivite allergica. Inoltre spesso  il periodo della sua durata  supera invero qualsiasi periodo di qualsiasi polline (da marzo a ottobre).

 

 

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La vera manifestazione di questa congiuntivite è quella che si ritrova nella forma tarsale cioè  la ipertrofia papillare della congiuntiva che conferisce un aspetto a ciottolato romano su cui si deposita la secrezione mucosa. L’ipertrofia papillare, spesso diversa, asimmetrica nei due occhi, può causare una ptosi che regredisce in parte nella fase di remissione clinica.

 

 

 

 

CLIN-CONGIUNTIVITE_LIMBARE

 

 

Nella forma limbare sono indice di questa patologia (patognomonici quindi) gli infiltrati limbari gelatinosi multipli, accompagnati a concrezioni di aspetto calcareo puntiformi all’apice, chiamate punti di Trantas.

 

 

 

 

 

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Nelle forme più gravi si può osservare una infiltrazione anulare grigiastra per 360°, con una neovascolarizzazione periferica superficiale.

  

  

  

  

Nella forma mista si associano variamente segni della forma tarsale e segni di quella limbare.
La congiuntivite vernale può interessare anche la cornea, sia come cheratite puntata superficiale sia con ulcere corneali asettiche a stampo (più frequenti nella forma tarsale).
Nella citologia congiuntivale o lacrimale eseguita nella fase acuta gli eosinofili sono il reperto costante e caratteristico, costituendo anche l’80% della cellularità presente. Sono proprio gli eosinofili attivati che causano l’eventuale danno corneale.