PROVE RESPIRATORIE - MISURA DEL PICCO DI FLUSSO ESPIRATORIO O PEF

MiSURA DEL PICCO DI FLUSSO ESPIRATORIO (PEF)

 

 

Il PEF è il più alto flusso espiratorio ottenuto durante una manovra di espirazione forzata eseguita subito dopo un’inspirazione massimale a capacità polmonare totale.

 

Nel 1959 fu presentato il primo misuratore di flusso respiratorio “portatile” (immagine dalla pubblicazione dell'articolo sul BMJ), inventato da Basile Martin Wright, portatile per modo di dire quanto pesava quasi 1 kg costava uno sproposito. Nell’arco degli anni divenne sempre più leggero per i nuovi materiali plastici e quindi anche molto meno costoso. Dal 1990  divenne lo strumento di riferimento nei programmi di autocontrollo della malattia asmatica.

 

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Attualmente i misuratori di picco (di varie forme, nella figura) sono strumenti semplici da usare, poco costosi, di piccole dimensioni, in grado di misurare la velocità d’uscita dell’aria dai polmoni.Sono dotati di un cursore, normalmente di colore rosso, che scorre su una scala numerata con valori espressi in litro/minuto.

 

COME USARE IL MISURATORE DI FLUSSO

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• Posizionare a zero il cursore
• Eseguire un’inspirazione profonda stando in piedi
• Mettere il boccaglio in bocca e stringere (incollare) le labbra intorno in modo che non ci siano fughe d’aria
• Soffiare fuori l’aria più forte e velocemente possibile (come si dovesse spegnere le candeline di un torta di compleanno!)
• Riportare il cursore a zero e ripetere l’operazione altre due volte
• Annotare il valore più alto delle tre prove su un diario del PEF.

 

Pur essendo disponibili in letteratura valori predetti di PEF, a causa di una grande variabilità interindividuale, è consigliabile utilizzare valori personalizzati, ottenuti monitorando il PEF per due settimane circa mentre il paziente è in fase stabile di malattia e sotto trattamento farmacologico massimale. Il cosiddetto personal best PEF, così determinato, dovrebbe essere considerato il riferimento per il valore assoluto della misura e per la valutazione della variabilità giornaliera del flusso.
Tali valori poi vengono associati  a tre zone colorate (verde, gialla, rossa ad indicare una situazione da ottimale ad una situazione di emerg

 

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 da 80 a 100% del personal best PEF = la situazione va bene

 

 

 

da 60 a (0 % del personal best PEF = stato di allerta: è possibile che si verifichi una riacutizzazione asmatica; richiedere l'intervento del medico curante

 

 

 

 

inferiore al 60% del personal best PEF = emergenza; programmare con il medico curante una terapia d'urgenza

 

 

 

 

CONSIDERAZIONI GENERALI

I misuratori di PEF sono strumenti semplici, ma poco sensibili per dimostrare la presenza di ostruzione bronchiale e il loro uso non è raccomandato per la diagnosi di asma. Il periodico monitoraggio domiciliare del PEF è, talvolta, utile al paziente per rendersi conto di eventuali segnali di deterioramento funzionale.
Idealmente, il PEF dovrebbe essere misurato due volte al giorno: al mattino, quando i valori sono più bassi e alla sera, quando i valori sono generalmente massimi. Ulteriori misurazioni sono consigliate in caso di insorgenza dei sintomi asmatici, per valutare l’importanza di specifici fattori scatenanti (allergeni o esposizioni professionali).

Il monitoraggio del PEF fornisce una semplice valutazione della variabilità della funzione respiratoria. Una variabilità giornaliera del PEF maggiore del 20% o un miglioramento del PEF di almeno il 15% dopo inalazione di un broncodilatatore o dopo un ciclo di trattamento steroideo sono considerati indicativi di asma.

 

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Un metodo semplice per calcolare la variabilità del PEF in un soggetto con multiple misurazioni nel corso di due settimane è quello riportato nella figura sottostante:
la VARIABILITA' in % si calcola in  questo modo :
400 - 300 = 100
100: 400 = 0,25  = 25 %
Tuttavia, poiché l’asma è una condizione patologica assai variabile,  uno scostamento giornaliero del PEF nei limiti della norma non esclude la presenza di malattia. In questi casi, può essere utile il calcolo della variabilità considerando le misurazioni di PEF ottenute dopo azione di un broncodilatatore.
La durata ottimale di monitoraggio del PEF è di circa 2 settimane, da ripetere, eventualmente, in diversi momenti dell’anno. Generalmente, periodi più prolungati di monitoraggio del PEF sono poco utili per via del venir meno dell’adesione del paziente, ma possono essere indicati in pazienti con asma grave o con scarsa percezione dei propri sintomi.


LIMITI PRINCIPALI

La misurazione del PEF si è dimostrata riproducibile con una variabilità intraindividuale valutata nei soggetti sani non fumatori fra il 5 e il 18%. Tuttavia è verosimile che la riproducibilità sia minore nei soggetti con ostruzione bronchiale.
I suoi  limiti sono riferibili a una scarsa correlazione rispetto alla valutazione clinica di asma intermittente o lieve persistente e sicuramente risulta meno riproducibile del FEV1. Ci sono evidenze che il PEF non può sostituirsi alla misurazione del FEV1 , soprattutto nella valutazione iniziale di asma bronchiale e nel monitoraggio a lungo termine di pazienti con ostruzione cronica al flusso aereo.
Un altro aspetto di incertezza e talora di errori riguarda l’esecuzione e la sua corretta trascrizione sul diario cartaceo, questi in gran parte superati con l’introduzione di misuratori elettronici.

 

Principali fonti documentali generali in Cultura Allergologica

Alcune fonti documentali specifiche (oltre a quelle relative all'Asma Allergico) :

De Tullio R. L'evoluzione dei misuratori di picco di flusso. Una svolta nella pratica clinica delle malattie respiratorie ostruttive. Pneumorama 2003;4:28-30

Martin F. Peak flow: le patient peut ajuster son traitement. Le Concours Medical 2006, 128:1496-1497

Wright BM, McKerrow CB. Maximum forced expiratory flow rate as a measure of ventilatory capacity. BMJ 1959;2:1041-1047.

Wright BM. A miniature Wright peak flow meter. BMJ 1978;2:1627-1628.