FRUTTI A GUSCIO - NOCE DEL BRASILE - ALLERGIA ALLA NOCE DEL BRASILE

NOCE DEL BRASILE 

 

Brazil nut  - Noix du Brésil

  

  

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L’albero delle noci del Brasile (Bertholletia excelsa L. ), originario dell’ Amazzonia e del Paraguay, è alto fino a 45 metri, ha foglie coriacee, un  fusto che raggiunge i 2 metri di diametro. Cresce spontanea nelle foreste dell’Amazzonia, della Guyama, del Venezuela, della Bolivia e del Perù e dell’Ecuador. Finora non ha dati risultati la sua coltivazione.  

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I frutti di questo albero, di circa 15 centimetri di diametro, di aspetto a capsula,  sono di color bruno scuro, somiglianti a grosse noci di cocco, e possono pesare oltre un chilo e mezzo. I frutti vengono raccolti quando sono caduti al suolo. Questo frutto contiene, stipati al suo interno da 12 a 20 semi, che noi chiamiamo noci del Brasile. 

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La noce del Brasile è costituita da un seme (mandorla) di color giallastro, di un sapore simile a quello della noce di cocco, ricoperto da una fine pellicola marroncina che aderisce ad un guscio legnoso, duro, ruvido, di color marrone rossastro, con 3 facce irregolari che gli conferiscono una forma simile ad uno spicchio di arancia. Le noci sono tenute insieme un po’ come gli spicchi dell’arancia da una sostanza fibrosa che secca a mano a mano che progredisce la maturazione e che si rompe quando le capsule cadono al suole liberando le noci. Le noci del Brasile si sgusciano con difficoltà. I produttori le mettono a bagno per circa 24 ore in grandi vasche piene d’acqua , poi le fanno bollire per 3-5 minuti e le scolano. A questo punto possono essere sgusciate meccanicamente o manualmente.

Per sgusciarle più facilmente può anche bastare di sottoporle a un bagno di vapore per qualche minuto oppure  congelarle e romperle dopo un breve periodo di scongelamento.

  

IMPIEGO
Si consumano intere, tagliate, tritate o macinate. Spesso sono servite come aperitivo. Si aggiungono ai dolci, alla frutta, a biscotti, a insalate, farciture, gelati. Si utilizzano soprattutto in confetteria, dove vengono ricoperte di cioccolato.
Dalla noce del Brasile si estrae un olio di color giallo chiaro, assai costoso, impiegato per la produzione di saponi e per altri usi industriali.

 

VIA DI SENSIBILIZZAZIONE : digestiva

 

 

ALLERGENICITA’ 
L’allergia alla noce del Brasile è comune, frequentemente  compare nei primi anni di vita e generalmente perdura nel tempo, determinando reazioni allergiche gravi talora potenzialmente fatali. La sua diffusa presenza nella moderna alimentazione ne rende difficile l’evizione, e per questo sono comuni reazioni allergiche per ingestioni occasionali (allergene nascosto). La presenza di allergia a questa noce ma anche ad  un altro qualsiasi frutto con guscio deve sempre far sospettare la presenza di cross-reazioni con altri frutti a guscio.


 

PRINCIPALI ALLERGENI IDENTIFICATI (www.allergome.org)

Ber e 1 = 2S Albumina
E’ un allergene resistente alla digestione da parte della pepsina, e viene considerato l’allergene maggiore. 
Questa è una proteina di riserva presente in molti altri semi ed evidenzia una omologia  con le 2S albumine del cotone, dei  semi di cacao, di girasole, di colza, di ricino, della  noce, dei semi di colza (Sin a 1) e  dei semi di sesamo (Ses i 2). La sequenza aminoacidica manifesta un’alta omologia  che va dal 34 % tra semi di girasole e la noce di Brasile ad oltre il 52% di omologia  e oltre il 38 % di identità tra la noce del Brasile e numerose altre 2S albumine vegetali.
Ber e 1 evidenzia un 46% di identità con Jug r 1 della noce.
Inoltre attraverso tecniche di immunoblotting si è dimostrato come anticorpi specifici anti rAra h 2 purificati si leghino a proteine presenti in estratti di mandorla e di noce del Brasile, indicando come gli allergeni dell’arachide Ara h 2 abbiano epitopi IgE-leganti con gli allergeni della mandorla e della noce del Brasile.
Inoltre è stato riportato come in una anafilassi da noce abbia evidenziato cross-reattività con la nocciola e con la noce del Brasile.

Ber e 2 = 11S Globulina
Viene considerato un allergene minore.


NOCE DEL BRASILE E OGM

Si deve ricordare poi l’episodio della soia transgenica della società Pioneer.
Per correggere la mancanza di alcuni aminoacidi della soia, fu inserito nella soia mediante tecniche di ingegneria genetica un gene di una proteina della noce del Brasile.  Questa proteina non aveva evidenziato allergenicità nei topi.  Ma tests in vitro e tests cutanei  effettuati con la proteina e con la soia modificata  hanno mostrato risultati positivi nei soggetti allergici alla noce del Brasile, aprendo così una luce su una proteina fino ad allora sconosciuta. E’ stato così che  Ber e 1 è stato identificato.  Anni più tardi fu dimostrato che anche i topi si sensibilizzavano al Ber e 1 ma solo in presenza dei lipidi naturali della noce del Brasile. 
Questo fatto sottolinea la necessità di mantenere una grande prudenza nella valutazione di risultati ottenuti con la singola proteina per non estenderne i risultati, in riferimento ad una eventuale allergenicità,  al prodotto che la contiene o che la conterrà. E’ senz’altro da preferire la realizzazione dei tests di valutazione con il prodotto finale in quanto i meccanismi trangenici possono portare alla espressione di proteine diverse rispetto alle fonti naturali

 

Principali fonti documentali in Cultura Allergologica.
Alcune fonti documentali specifiche:

Alcocer MJ, Murtagh GJ, Wilson PB, et al. The major human structural IgE epitope of the Brazil nut allergen Ber e 1: a chimaeric and protein microarray approach. J Mol Biol 2004;343:759-769
Arshad SH, Malmberg E, Krapf K, Hide DW. Clinical and immunological characteristics of Brazil nut allergy. Clin Exp Allergy 1991;21:373-376
Asero R, Mistrello G, Roncarolo D, Amato S. Allergy to minor allergens of Brazil nut. Allergy 2002;57:1080-1081
Asero R, Mistrello G, Roncarolo D, Amato S. Walnut-induced anaphylaxis with cross-reactivity to hazelnut and Brazil nut.J Allergy Clin Immunol 2004;113:358-360
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Bourrier T, Villevieille L, Albertini M, Boutte P. Allergie alimentaire à la noix du Brésil: à propos de cinq cas chez l'enfant d'âge préscolaire. Rev Fr Allergol Immunol Clin 2001;41:401-406
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