INTOLLERANZE ALIMENTARI - PROVE IN VITRO NON VALIDATE : ANTICORPI IgG e IgG4 ALIMENTO-SPECIFICI

INTOLLERANZE ALIMENTARI

PROVE IN VITRO NON VALIDATE

DOSAGGIO ANTICORPI IgG e IgG4 ALIMENTO-SPECIFICI

 

Alcuni laboratori  propongono e pubblicizzano il dosaggio di IgG/IgG4 specifiche verso una lunga serie di alimenti.
I propugnatori di questo test sostengono che la ricerca di questi anticorpi specifici possa identificare i responsabili di un elevato numero di condizioni di intolleranza alimentare.
 

Sappiamo con certezza che IgG specifiche e loro sottoclassi, in particolare la IgG4, si possono riscontrare sia nei bambini che negli adulti in varie condizioni sia fisiologiche che patologiche. Studi hanno dimostrato che è normale ritrovare IgG nei confronti dei cibi comunemente introdotti, senza che si possa riscontrare correlazione con segni e/o sintomi di reazioni avverse all’alimento. Il livello di questi anticorpi correla con la regolare ingestione dei corrispettivi alimenti..

La sola  determinazione degli anticorpi IgG o IgG4  alimento-specifici con differenti    metodi sierologici (immunoprecipitazione, emoagglutinazione passiva, IgG RAST / CAP, ELISA e chemiluminescenza)  non prova l'esistenza di una reazione allergica alimentare, cioè di una reazione di tipo III  mediata da immunocomplessi.
Oltre ad  avere sintomatologia clinica indicante  una reazione di tipo III,  è necessario avere  dei parametri sierologici, come l’evidenza dell’attivazione dei fattori del complemento o la presenza di immunocomplessi, a seguito di  un test controllato di provocazione orale  con il cibo in causa.

 Uno studio di  follow-up  su bambini con allergia alimentare, di età compresa tra 2-5 anni, ha dimostrato come la presenza nel siero di anticorpi IgE e IgG verso latte, uova e pesci andava in parallelo nella maggior parte dei casi. La presenza poi  di un precoce elevato rapporto  degli anticorpi  IgG / IgE  evidenziava  nel tempo una buona prognosi, indicando una possibile azione bloccante da parte degli anticorpi IgG sulla evoluzione allergica.

 In un altro studio  usando un test commerciale di chemioluminescenza si sono dosati  gli anticorpi IgE e IgG specifici  verso 35 allergeni in sieri di 400 soggetti atopici  e in 48 soggetti sani. I livelli degli anticorpi IgG specifici erano sovrapponibili  sia nei pazienti atopici che  nei soggetti sani, ma i pazienti con alti livelli di IgE  evidenziavano significativamente anche elevati livelli di IgG allergene specifici.  La determinazione degli anticorpi  IgG alimento-specifici  non riuscì neppure  a distinguere i pazienti  risultati ad esso positivi o negativi mediante un  DBPCFC (test di provocazione orale controllato con placebo a doppio cieco: Double Blind Placebo Controlled Food Challenge).

  

Anche recentemente varie Società Allergologiche internazionali hanno dichiarato che questo test non dovrebbe trovar posto nella corrente pratica allergologica.

  

Alcune fonti documentali specifiche:

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