FRUTTI A GUSCIO - NOCE DI ANACARDIO O ACAGIU' - ALLERGIA ALLA NOCE DI ANACARDIO

NOCE DI ANACARDIO  O ACAGIU'

CASHEW NUT – NOIX DE CAJOU

 

L’ANACARDIO  (Anacardium occidentale L.) è una pianta originaria  del Brasile, diffusa poi dai portoghesi sia in Africa che in India.  Da ricordare come questa pianta sia un membro della famiglia delle Anacardiaceae, che include un numero di piante che inducono delle dermatiti , quali  Rhus quercifolia Stend, Rhus diversiloba Torr.&Gray, Rhus radicans L, Rhus  verniciflua Stokes, Rhus vernix L. e altre.
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L’anacardio viene  chiamato anche melo di acagiù, in quanto produce due frutti intimamente uniti : uno fresco chiamato mela di acagiù (anche se assomiglia più ad una pera), ed uno secco, attaccato al primo, denominato noce di anacardio o acagiù (1).
Ogni mela è legata ad un solo anacardio, è di colore giallo o rosso vivo, lunga 5-10 cm e larga 4-5 cm; la sua polpa è gialla, molle e  molto succosa ricco in vitamina C.
L’anacardio misura circa 3 cm ed è chiuso tra due gusci: quello esterno liscio e sottile cambia colore con il progredire della maturazione passando dal verde oliva al rosso brunastro; quello interno, molto duro, è difficile da rompere.

 

02IMMAGINE_-_ANACARDIO_DIVISO_IN_DUE_-_PELLICOLE_copiaTra i due gusci  (2) scorre un liquido oleoso, detto balsamo di acagiù, che procura ustioni e vesciche sulle labbra  e sulle dita se si cerca di estrarre la noce a mani nude o mordendola a causa dell’alto contenuto in fenoli. Inoltre questo fluido oleoso  contiene sostanze anch’esse allergeniche quali cardolo, cardanolo, 2-metilcardolo e acido anacardico.

Questo fluido corrosivo  è usato in particolare per la produzione di vernici e resine che proteggono il legno dalle termiti, di prodotti impermeabilizzanti, di inchiostri e insetticidi, mentre dalla pianta si ricava un legno pregiato molto duro. e dalla corteccia una gomma giallastra, che trova  lo stesso impiego della gomma arabica, e che può causare ugualmente reazioni vescicanti.

 

Le mele di acagiù sono raccolte manualmente da terra, dove cadono una volta raggiunta la maturazione. Le noci sono staccate dalla mela e fatte essiccare due giorni al sole. Sono vendute esclusivamente sgusciate e prima della commercializzazione subiscono un trattamento alquanto laborioso: la noce, sbarazzata del rivestimento carnoso, viene pulita e depositata in un ambiente umido per 12 ore  per renderla più morbida, poi viene grigliata su un cilindro rotante dove perderà il latte corrosivo, che viene recuperato.  La noce viene poi spruzzata di acqua , raffreddata ed essiccata.  A questo punto è possibile effettuare la sgusciatura (operazione che avviene in genere meccanicamente) e asportare la buccia  aderente alla noce, che viene tostata, irrorata con una soluzione a base di gomma d’acacia, sale e acqua e tostata una seconda volta.

 

 

IMPIEGHI


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Le noci di anacardio (3) si consumano intere, a pezzetti, tritate, tostate a secco ed eventualmente salate. Macinate si trasformano in una pasta cremosa che si usa come il burro d’arachidi, ma che ha un sapore molto più dolce. 
Si consumano soprattutto come snack, da soli o con frutta disidrata, semi o altre noci.

Si aggiungono  a svariate preparazioni e , in particolare, a insalate, riso, paste alimentari, budini, biscotti, pudding  e piatti di tipo orientale; accompagnano pure l’agnello  al curry e altre carni in umido,  e il riso.

Devono cuocere tuttavia meno di altre noci, perché diventano molli più facilmente : si aggiungeranno perciò alle preparazioni solo a fine cottura.

La mela di acagiù , che ha un sapore agrodolce, si consuma cruda o cotta, ma soprattutto si trasforma in succo, destinato alla produzione di bevande  alcooliche come vini e liquori.

Se ne fanno anche confetture e conserve.

Nei paesi dove si coltiva l’anacardio, e in particolare in Brasile e nei Caraibi, la mela considerata una prelibatezza è più apprezzata della noce, che alla volte viene addirittura buttata via.

 

PRINCIPALI ALLERGENI IDENTIFICATI

CROSS-REAZIONI

 

Ana o 1 = 7S globulina,  una proteina vicilina simile
Metà circa dei pazienti allergici hanno IgE specifiche verso questo allergene.
Tra la vicilina della noce di anacardio e quella dell’arachide vi è una identità del 27%, ma non evidenziando epitopi lineari sembrava che non ci fossero cross-reattività. Ma è stato dimostrato che non è così: si sono dimostrati epitopi strutturalmente capaci di legare IgE specifiche per gli allergeni vicilina simili dell’arachide (Ara h1), della noce (Jug r 2) e della nocciola (Cor a 1) e della noce di anacardio (Ana o 1). Da qui la raccomandazione per gli allergici all’arachide di non introdurre altri frutti a guscio.
Una proteina 19kDa del grano saraceno ha mostrato una debole omologia verso gli allergeni vicilina-simili della noce di anacardio, della noce e del sesamo

Ana o 2 = 11S globulina, una proteina legumina simile, chiamata anche anacardeina
E’ positiva in 62-80% dei pazienti allergici.  Rappresenta circa il 50% delle proteine presenti nella noce di anacardio.
Una cross-reattività tra noce di anacardio e la noce è possibile in quanto Ana o 2 , allergene maggiore nella noce di anacardio, è presente anche nella noce.

E’ stato pure dimostrata una significativa omologia di sequenza tra l’allergene ricombinante Jug r 4 della noce e gli allergeni legumin-like della nocciola e della noce di anacardio. 

L’analisi conformazionale degli allergeni legumina-simili dell’arachide (Ara h 3) , della noce (Jug r 4), del nocciolo (Cor a 9)  e della noce di anacardio (Ana o 2) ha evidenziato una certa omologia strutturale di epitopi di superficie leganti le IgE specifiche e anche per questo allergene è bene che gli individui allergici all’arachide non introducono queste noci a guscio.

Ana o 3 = 2S albumina
Anch’essa è assai frequente nei soggetti allergici (62-81 %).
Significativa la cross-reattività tra anacardio e pistacchio.

 

ALTRE CONSIDERAZIONI

La pectina ha dimostrato contenere tutti gli epitopi allergenici della noce di anacardio, ma la noce di anacardio non evidenzia tutti gli epitopi della pectina. Il significato clinico di questo non è ancora chiarito.
Uno studio ha riportato come l’allergia alla noce di anacardio e anche quella al pistacchio potrebbe essere associata alla allergia alla pectina, e tale allergia alla pectina dovrebbe venir considerata in quei pazienti allergici alla noce di anacardio o al pistacchio, che hanno dimostrato reazioni allergiche inspiegabili.

Il cardolo, presente nel fluido oleoso sopra descritto, di  norma non è presente a meno che non ci sia stata una contaminazione.

 

ALLERGENICITA’

Si deve sottolineare come questo frutto stia divenendo un allergene sempre più in causa nella insorgenza di allergie sia cutanee che generalizzate, in particolare per il suo progressivo aumento nel consumo ad es . come snack e  come componente di numerose preparazioni della cucina asiatica assieme alla noce del Brasile e al sesamo.

La noce di anacardio contiene, oltre agli allergeni descritti, delle oleoresine che possono indurre delle dermatiti  e si pensa possono causare anche manifestazioni gastrointestinali e manifestazioni sistemiche.

L’allergia alla noce di anacardio può interessare qualsiasi età, e può iniziare anche in età inferiori ai 3 anni.

Un fattore molto  importante è che sono sufficienti  anche minime quantità per scatenare i sintomi allergici, quali l’annusare, il toccare o l’assaggiare, senza ingestione.

Sono state riportate reazioni allergiche quali la sindrome orale, quali reazioni anafilattiche, angioedema/orticaria, asma bronchiale, ecc. Talora tali  reazioni  sono state descritte ancora più severe di quelle indotte dall’allergia all’arachide.

Si sono poi verificate reazioni allergiche anche gravi la presenza di noce di anacardio non segnalata in un determinato cibo (allergene nascosto), come pure si sono verificati casi di anafilassi etichettate come idiopatiche che poi risultavano in realtà determinate da un contatto accidentale, inavvertito con l’allergene stesso.

Interessante anche  il caso di un paziente di 65 anni che 25 gg dopo aver ricevuto un trapianto di fegato, proveniente da un ragazzo deceduto per reazione anafilattica dopo ingestione di arachide, ebbe una reazione anafilattica alla noce di anacardio.  Il paziente trapiantato non  aveva storia di allergia a frutti in guscio. Le prove allergiche dimostrarono che il soggetto era diventato allergico all’arachide, alla noce di anacardio e ai semi di sesamo per la positività ai prick-tests e per la presenza di IgE specifiche. Ciò dimostra come possa essere trasferita una ipersensibilità IgE mediata attraverso un trapianto di fegato con le possibili gravi conseguenze.

 

Principali fonti documentati generali in Cultura Allergologica
Alcune fonti documentali specifiche:
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