ANISAKIDOSI - ANiSAKIASI una malattia in aumento

ANISAKIDOSI, ANISAKIASI

 

 

L’ANISAKIDOSI è una parassitosi causata da vermi tondi (nermatodi) appartenenti alla famiglia degli Anisakidae, composta da 5 generi : Anisakis, Pseudoterranova, Contracaecum, Phocascaris, e Hysterothylacium.  Con il termine di Anisakidosi pertanto ci si riferisce alla patologia determinata dal consumo di larve della famiglia suddetta, degli Anisakidae. Questa parassitosi può colpire l’uomo.

 

Le larve appartenenti al genere Pseudoterranova hanno come ospiti definitivi i pinnipedi (focidi e otaridi)

 

Le larve apparteneneti al genere Contracaecum possono avere come ospiti definitivi o i pinnipedi o gli uccelli mangiatori di pesci.

 

_03-ok_-_immagine_morfotipo_I

_04-ok-immagine_morfotipo_II

 

 

 

 

 

 

 

 

õ

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ANISAKIASI è una patologia umana causata da larve del genere Anisakis, nel quale si sono sicuramente identificate una decina di specie, all’interno di due principali Morfotipi (vedi immagini) secondo gli studi di Berland BjØrn.

_02-OK_-_IMMAGINE_-_PESCE_PARASSITATO_

 

 

Queste larve hanno come ospite definitivo soprattutto i cetacei (balene e delfini). A lato pesce parassitato da numerose larve di Anisakis.

 

Nello stomaco di questi cetacei troviamo cluster di nematodi adulti i quali penetrano nella mucosa e nella sottomucosa. Nel fondo dello stomaco si possono riscontrare grandi ulcere (5x 3 cm) associate a questa infestazione.

 

 

L’anisakiasi viene anche chiamata “malattia del verme dell’aringa” in quanto i primi casi descritti sono avvenuti nel Nord-Europa dopo il consumo di aringhe.

 

 

 

 

 

 

 

 

CICLO BIOLOGICO ANISAKIS

 

05-OK__CICLO_DI_ANISAKIS_OK_

 

Tutte le specie di Anisakis sono ospiti definitivi come parassiti del tubo digerente di mammiferi marini come balene e delfini, e di alcuni uccelli.  Questi attraverso le feci eliminano le uova non fecondate. Le uova vengono fecondate nell’acqua e internamente si formano le larve (L2 =secondo stadio). Dopo essersi sviluppate le larve L2 escono dall’uovo e nuotano liberamente potendo sopravvivere in questo stadio fino a tre mesi.  Piccoli crostacei marini (copepodi, anfipodi e soprattutto euphasidi = krill)  ingeriscono queste larve libere L2 e dentro questo krill maturano in larve L3 (stadio terzo). I crostacei infetti vengono mangiati da pesci, seppie e calamari. Quando questi con larve L3 vengono ingerite dai mammiferi marini, le larve hanno due mute e divengono vermi adulti che producono le uova  che poi le elimineranno attraverso le feci e il ciclo ricomincia.

Le forme larvali in stadio L3 si localizzano nel fegato, nel mesentere, nelle gonadi e anche nel tessuto muscolare dove migrano di solito dopo la morte del pesce e sono responsabili della patologia nell’uomo considerato come ospite accidentale. Infatti l’uomo contrae l’infestazione mediante l’assunzione di prodotti ittici (possono essere sardine, aringhe, acciughe, sgombri, merluzzo,  pesci S. Pietro, pesci sciabola, totani, calamari, ecc.) parassitati da L3 consumati crudi, poco cotti o sottoposti a processi tecnologici non in grado di provocare la morte delle larve  quali  salagione, affumicatura e marinatura.

Maggiormente a rischio sono le popolazioni che si cibano di pesce crudo.

Una volta ingerita la larva spesso muore o non dà alcun disturbo.  In altri casi specie se vengono ingerite più larve, queste possono invadere la mucosa gastrica o intestinale determinando il quadro sintomatologico (vedi più avanti)

 

Si deve ricordare

 

1. queste larve sono molto resistenti e quindi ad es. resistono nel succo gastrico umano anche per molti giorni

2. anche se queste larve fossero tagliate, come può accadere durante la preparazione culinaria o durante la masticazione, è possibile che la parte cefalica del verme sia ancora capace di penetrare nella mucosa gastrointestinale.

3. Il verme riesce a penetrare nella mucosa attraverso il dente perforante cuticolare e grazie ad alcuni enzimi proteolitici penetrano nella parete induce la produzione di sostanze chemiotattiche per gli eosinofili e per altre cellule flogistiche con possibile formazione anche di IgE specifiche.

 

 

LA SINTOMATOLOGIA


Questa malattia, come tante altre malattie parassitarie, rappresenta il risultato dell’azione diretta della larva durante l’invasione dei tessuti (azione meccanica) e della complessa interazione tra il sistema immunitario dell’ospite e le varie sostanze rilasciate dal parassita.

Possiamo distinguere  tre forme principali di anisakiasi

 - una forma acuta  e una forma cronica : con interessamento gastrico o intestinale in entrambe

 - una forma extra-gastrointestinale o ectopica

 

I sintomi della anikasiasi inoltre il 90% dei casi sono determinati da una sola larva.  Alcuni autori hanno descritto la presenza di ammassi di larve costituiti da oltre 10 esemplari.

 

1a. forma acuta gastrica: è la forma più descritta in tutte le pubblicazioni mondiali ed è caratterizzata dall’insorgenza di sintomi, quali dolori epigastrici talora molto intensi, nausea e vomito, già dopo poche ore (di norma da 4 a 12 ore) dall’ingestione del pesce parassitato. Nell’11%  circa dei casi ai sintomi suddetti può associarsi una sintomatologia tipo orticaria-angioedema (ponfi pruriginosi e transitori ed aree edematose coinvolgenti il derma e il tessuto sottocutaneo): questa forma viene definita come anikasiasi gastro-allergica.

1b. forma acuta intestinale: si manifesta da 12 ore fino a 7 giorni dopo dal pasto incriminato, con dolori addominali, nausea, vomito, diarrea e rialzo febbrile.

 

In queste forme “acute” rientrano le situazioni in cui le larve ingerite con l’alimento non penetrano nella mucosa gastrointestinale e vengono espulse col vomito e/o con le feci (entro poche ore o pochi giorni), come pure le situazioni in cui il parassita ha iniziato la penetrazione della mucosa ma viene ancora facilmente individuato e rimosso con la endoscopia.

 

2. forma cronica. Si manifesta quando le larve ingerite con l’alimento riescono a penetrare all’interno della mucosa gastroenterica inducendo la formazione di lesioni croniche come ascessi e più frequentemente granulomi con infiltrato eosinofilo.  La larva riesce a questo per il rilascio di enzimi proteolitici in grado di degradare la matrice extracellulare. Queste proteasi prodotte da alcune ghiandole escretorie  della larva vengono rilasciate attraverso l’apertura orale. In prossimità della lesione principale si trovano anche lesioni multiple erosive e/o emorragiche per l’associazione di questa capacità erosiva con la presenza di sostanze ad azione anticoagulante.

Queste lesioni croniche granulomatose possono sfociare in quadri clinici più gravi per perforazioni d’organo e peritonite o a intussuscezioni intestinali.

Di solito sono interessati stomaco e piccolo intestino. Alcuni casi hanno dimostrato anisakiasi del colon ascendente.

La sintomatologia di queste forme croniche in genere è aspecifica con diarrea cronica, melena, sindromi da perforazione come detto, occlusioni ecc.  A volte la malattia è asintomatica o paucisintomatica e la diagnosi viene posta per il sospetto di altre patologie spesso in ambito chirurgico.

 

3. Forma extra-gastrointestinale o ectopica (rara ed eccezionale): questo avviene quando la larva ingerita con l’alimento riesce, come sopra, a penetrare nella mucosa gastrointestinale ma a migrare anche in sedi lontane dalla iniziale perforazione. Lesioni granulomatose con infiltrato eosinofilo contenenti la larva L3  sono state riscontrate a d es. in cavità addominale, fegato, pancreas, polmoni, linfonodi., ecc. La diagnosi risulta in generale del tutto casuale.

 

 

 

DIAGNOSTICA

 

Le larve di anisakis possono essere identificate per il loro colore biancastro, per la loro lunghezza di 10-33 mm, per la loro larghezza di 0,2-1,2 mm e per l’osservazione della loro regione caudale che in taluni casi può terminare con un’appendice detta MUCRONE (vedi sopra i due morfotipi). Se poi si osserva la regione cefalica  troviamo la presenza di 3 labbra ben definite, la presenza del dente cuticolare. All’osservazione microscopica possiamo osservare il loro tratto digestivo ed il loro sistema escretore.

_08-ok_-_anikasiasi_endoscopia

 

 

 

 

Pertanto la diagnosi può essere diretta mediante l’evidenziazione del parassita dal vomito o dalle feci o dagli esami istologici o in corso di intervento chirurgico o per via endoscopica (con l’osservazione della larva eventualmente estratta, come nella immagine), oppure può essere parassitologica sia con l’analisi macroscopica della larva, sia con l’analisi  microscopica delle sezioni di tessuto infestato di anisakidi.

 

 

 

TERAPIA

 

- Chirurgica : nelle forme cronicizzate con presenza di ascessi e granulomi e  nelle forme extragastrointestinali

- Per via endoscopica :  asportazione del parassita tramite gastroscopio o colonscopio con pinze da biopsia

- Sono stati riportati casi risolti con una terapia a base di albendazolo

 

 

E’ importante conoscere questa patologia

- perché l’uso di cibi esotici: sushi, sashimi (Giappone), Hu-Sae, Plam-Som, SomFak (Corea), Koi-Pla (Thailamndia), Chebiche (Perù e Messico) sta aumentando attraverso la moltiplicazione di locali che offrono tali ingredienti, specie nelle grandi città,  e per la presenza di numerose etnie richiedenti tali prodotti ;

- perché  i viaggi per turismo o per lavoro in aree dove si usa mangiare pesce crudo o poco cotto stanno diventando sempre più frequenti;

- perché negli ultimi tempi modificazioni nelle diete con un maggior consumo di pesce (es.  per diete ipocolesterolemizzanti) oppure  per ricorrenti paure collettive legate a situazioni di BSE, influenza aviaria ,ecc

 

PREVENZIONE

Rappresenta la migliore azione di contrasto alla malattia.

Questo genere di larva è il più diffuso ed è in grado di sopravvivere a trattamenti di affumicatura a freddo, a trattamenti di marinatura con basso tenore di sale e alle temperature di refrigerazione.

Viene uccisa

  • - per congelamento : -15°C > 96 ore; oppure -20°C > 24 ore, oppure -35°C > 15 ore
  • - per calore : > 60°C > 1 minuto; oppure >63°C >15 secondi

 

Fonti documentali in EZIOLOGIA/VERMI - ANISAKIS SIMPLEX  - ALLERGIA ALLE LARVE DI ANISAKIS SIMPLEX