ANIMALI - CANE - ALLERGIA AL CANE

 

ALLERGIA AL CANE


Cane - Dog - Chien  


di Vasco Bordignon 


GENERALITA’

Una famiglia su due possiede un animale da compagnia, che in oltre il 20%  è un cane.  In Italia nel 2011 sono stati censiti 5.650.000  cani. Essi sono presenti sia nelle città che nelle campagne. Talora, specie in ambienti degradati o abbandonati  possono formare dei branchi e diventare rispettivamente un pericolo per i cittadini e/o per gli allevamenti.

I cani non vaccinati sono anche i maggiori diffusori della rabbia.

Gli allergeni del cane si trovano nel siero, nella forfora, nella pelle, nei peli e nella saliva. Sebbene le differenze allergeniche dipendano dalla fonte allergenica (ad es. epitelio o saliva), non vi è alcun allergene specifico per le varie razze.  Tuttavia la concentrazione di allergeni varia all'interno delle razze e all’interno della stessa razza.

La saliva è la fonte più importante.

L'urina e le feci del cane non hanno alcuna attività allergenica.

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Anche la forfora è molto importante  perché estremamente leggera e di dimensioni molto piccole (circa 2,5 micron), qualità queste che le consentono di rimanere sospesa nell’aria per ore. Si deve ricordare come gli animali più vecchi producano più forfora rispetto a quelli più giovani, in quanto la loro pelle è più secca. Inoltre il turnover epidermico è più rapido nelle razze canine  più predisposte a forme di seborrea. Infatti invece del normale ciclo di 21 giorni, nei cani seborroici il tempo di turnover epidermico è di 3 a 4 giorni.

Gli allergeni del cane non si trovano soltanto nelle case in cui sono presenti questi animali, ma anche in altri luoghi dove i cani non sono presenti, come scuole e asili, dove gli arredi e i tendaggi si comportano come serbatoi allergenici, come le automobili o gli autobus o altri mezzi di trasporto pubblico (es. i sedili in particolari), o come ambienti ospedalieri dove si effettuano visite o appuntamenti a scopi clinici (es. sedie imbottite).

Gli allergeni in genere vengono trasportati dai vestiti  e possono essere presenti in concentrazioni sufficienti per costituire un fattore di rischio sia per la sensibilizzazione che per l’induzione di sintomatologia clinica ad es. crisi asmatica.

 

GLI ALLERGENI MOLECOLARI DEL CANE

Gli allergeni del cane non sono ancora completamente identificati in quanto, anche se ne conosciamo sei, all’immunoblot  si rilevano almeno dieci bande.

Can f 1 : questa lipocalina è l’allergene maggiore secreto dalla ghiandole di von Ebner (situate sulla lingua) sotto forma di dimero. Presente nella saliva, viene attraverso il leccamento depositato sul pelo e sulla pelle, ma non si trova nelle urine né nelle feci. Il suo PM è di 19 kDa. Presenta 50% di omologia con la proteina omologa umana. Questo allergene resiste al calore e al lavaggio del cane.  rCan f 1, allergene ricombinante,  viene riconosciuto dal 44% dei pazienti allergici al cane.

E’ l’allergene più studiato e praticamente lo possiamo trovare ovunque. Infatti ad es. negli Stati Uniti uno studio dimostra come se un cane è presente nel 49% delle famiglie, l’allergene Can f 1 è presente nel 100% delle abitazioni, principalmente sul divano.

I livelli nell’aria di Can f 1 variano notevolmente nelle case con cani (range: 0,3-99 ng/m3). Circa il 50% dell’allergene Can f 1 è stato dimostrato essere trasportato da particelle di grandi dimensioni, > 10 micron di diametro, e, circa il 20%  viene trasportato da particelle di diametro inferiore a < 4,7 micron e  pertanto trasportato sulle piccole particelle può restare sospeso nell’aria per lunghi periodi di tempo (a differenza degli allergeni degli acari della polvere, che sono trasportati da particelle più grandi e quindi cadono rapidamente a terra) anche dopo una turbolenza d’aria.

Nelle case (con o senza animali)  la più alta concentrazione dell’allergene viene riscontrata sul pavimento del soggiorno, sui mobili, e nelle camere da letto, ma anche sulle pareti.

I livelli di Can f 1 in abitazioni in cui sono presenti questi animali possono raggiungere alti livelli, di solito più di 10.000 ng Can f 1per grammo  di polvere, livelli che possono superare nettamente quelli riferibili agli allergeni degli acari.

Talvolta possiamo riscontrare alti livelli di  Can f 1  (> a 10.000 ng) in famiglie che non hanno questo animale domestico: ciò può verificarsi se gli occupanti precedenti vivevano con l’animale, oppure  se questo frequentava l’abitazione ad es. con gli amici o conoscenti dei proprietari.

Concentrazioni di Can f 1 maggiori  di quelle riscontrate nelle abitazioni  possono trovarsi in altri edifici: ad es.  nelle scuole come dimostrato in Svezia : i livelli di allergene variava da 1700 ng a 28200 ng (Can f 1) / g polvere sulle sedie e da 56 a 506 ng/g su pavimenti.

Interessante il riscontro che nelle scuole materne svedesi la concentrazione Can f 1 risultava molto inferiore a quello delle scuole: il motivo dipendeva che sedie  e  pavimenti venivano sottoposti a lavaggio.

Come già accennato altre fonti allergeniche possono essere i mezzi di trasporto pubblico. Ad es. ad Helsinki negli autobus, tram, metropolitana e treni, che trasportano 687.000 passeggeri in un giorno feriale, la concentrazione media di Can f 1 nella  polvere da sedili e pavimenti a bordo dei veicoli è stato determinato in 2.400 ng per g di polvere (compresa tra 20 e 8500 ng / g). Sebbene questi livelli non siano molto alti, sono sufficientemente elevati per  causare sintomi in soggetti sensibili.

Valori eccezionalmente elevati di Can f 1 sono stati trovati nelle attrezzature utilizzate per esposizioni canine: fino a 2.100.000 ng Can f 1 / g di polvere.

_cani_allergia_cane_OKCome già sottolineato nelle Generalità circa l’importanza della produzione di sebo collegata ad una maggior produzione di allergene, le razze Yorkshire e le Caniche  che producono più sebo, producono anche molto allergene maggiore Can f 1, mentre il Labrador ne produce molto poco.

Lavare il cane consente una modesta riduzione del livello aereo di Can f 1 in una abitazione in cui è presente il cane, ma per mantenere tale riduzione l’animale dovrebbe essere lavato almeno due volte alla settimana.

Can f 2 : è egualmente una lipocalina, è pure un allergene maggiore del PM di 27kDa. Ha il 24% di omologia (quindi scarsa) con Can f 1. Prodotto dalle parotidi viene depositato mediante il leccamento; lo si trova nella forfora e nella saliva ma non nelle urine né nelle feci.  Il ricombinante rCan f 2 si riscontra nel 33% dei pazienti allergici al cane.

Can f 3 : è un’albumina, sintetizzata a livello epatico, ed è presente nel siero, nella saliva e sulla pelle. E’ considerato un allergene minore, anche se in uno studio  è stato trovato positivo in immunoblot (nCanf 3) dal 35% dei pazienti allergici.  E’interessante come nella polvere di casa possiamo trovare l’albumina sierica del cane e del gatto, ma non quella del cavallo in quanto questa è riscontrabile solo nelle vicinanze del cavallo stesso.

Can f 4 : è una lipocalina di 18 kDa, ed  è presente nelle squame e sembra prodotta direttamente dalla pelle. E’ un allergene riconosciuto dal 45-60% dei pazienti allergici

Can f 5 : è una kallicreina (una arginina esterasi) di origine prostatica è presente nelle urine del cane ma ugualmente nei peli e sulla pelle.  Questo allergene prodotto dai cani maschi è regolato dalla secrezione androgenica e diminuisce fortemente dopo la castrazione. Non vi è omologia con Can f 1, 2 o 3; 70% dei pazienti allergici al cane sono positivi verso rCan f 5 con un terzo dei pazienti monosensibilizzati al rCan f 5.

Vi è una omologia di sequenza dal 53 al 59 % con altre callicreine prostatiche animali (mucca, cavallo, topo, coniglio, ratto, topo, e cavia), e umano con una reattività crociata del 58% con il PSA del liquido seminale umano(callicreina prostatica).

Can f 6: è una lipocalina di recente identificazione: si tratta di un nuovo allergene maggiore che presenta una omologia del 67% con Fel d 4 (del gatto). E’ prodotta dalla ghiandole salivari e depositata per leccamento. In una popolazione di pazienti sensibilizzati e allergici al cane o al gatto  si osserva una positività del 61% verso rCan f 6 e del 52% verso rFel d 4. Gli studi di inibizione hanno dimostrato che rCan f 6 inibisce rFel d 4  nel 76% dei casi, mentre rFel d  4 inibisce rCan f 6 solo nel 6% dei casi se la sensibilizzazione primaria è il cane. rCan f 6 presenta una forte omologia di 57% con Equ c 1 allergene maggiore del cavallo.

Proteina Fel d 1-like: questo allergene omologo del Fel d 1 inibisce una zona di 20 kDa in un estratto di squame di cane . Si tratta di un allergene minore il cui significato clinico è ancora sconosciuto.

Altri allergeni: è stata evidenziata una IgE-reattività in estratti di squame di cane nei confronti di immunoglobuline e alfa 1 antitripsina

 

REATTIVITA’ CROCIATE

Queste spiegano la grande frequenza di molteplici (multiples) sia nei tests cutanei che nelle IgE specifiche con gli estratti totali di vari animali (gatto, cane e cavallo)

Tali reattività crociate sono state descritte:

- Tra lipocaline: vi è una omologia del 24% tra Can f 1 e Can f 2 (30% con le lipocaline del topo e del ratto). Can f 2 è quasi sempre positivo se è positivo Can f 1.  L’omologia tra Can f 2 e Fel d 4 è del 25%, spiegando così il 50% di inibizione di Can f 1 e 2 dal Fel d 4 in tre pazienti su otto sensibilizzati ad entrambi. Infine tra Can f 1 e Fel d 7 esiste una omologia del 63% suggerendo la possibilità di una reattività crociata importante.

- Tra kallicreine: vi è una omologia del 58% tra Can f 5 e PSA umana. Tuttavia l’interpretazione di una positività a Can f 5 deve essere prudente: su 41 pazienti allergici al cane, se 24,4% sono positivi per Can f 5 di cui 6 femmine su 10 pazienti, solamente due pazienti hanno manifestazioni cliniche al contatto della PSA umana;

- Tra albumine: i pazienti monosensibilizzati al gatto sono tutti negativi  per Can f 3 e Fel d 2 mentre nei pazienti doppiamente sensibilizzati al cane e al gatto,  47% sono positivi per Fel d 2 e 33% per Can f 3;

- Tra proteine tipo Feld d 1 : la positività a queste molecole (Feld d 1-like) potrebbe spiegare il 25% delle doppia positività al cane e al gatto;

- Tra Can f 6 e Fel d 4 : su 44 pazienti sensibilizzati sia al cane che al gatto, 52% sono positivi al Fel d 4 e 61% per rCan f 6. Gli studi di inibizione dimostrano che se i paziente reagiscono clinicamente al cane e al gatto, vi è dal 12 al 54% di inibizione di Can f 6 da parte di Fel d 4 e al contrario, il che vuol significare che in alcuni pazienti vi è la possibilità di una co-sensibilizzazione al Can f 6 e al Fel d 4.

 

CONSIDERAZIONI

Se una persona è sensibilizzata e allergica al cane è necessario che l’animale non sia presente nell’ambiente domestico di questa persona.  Se il cane deve rimanere nell’ambito famigliare, è necessario che viva nell’ambiente esterno.

Abbiamo già detto come lavare l’animale almeno due volte la settimana diminuisca la quantità di allergene presente sul pelo e sulla pelle.

Anche l’aspirazione mediante un filtro HEPA diminuisce la concentrazione di Can f 1. Tuttavia non vi è una eliminazione dell’allergene. Quindi le suddette misure non sarebbero giustificate in quanto è stato dimostrato come il rischio allergico aumenti anche a deboli concentrazioni.

E’ stato scritto (2010, Chen CM e al.) come la presenza in casa di un cane non aumenti il rischio di asma nell’ infanzia né il rischio di wheezing e come la presenza di uno o più cani in casa potrebbe  diminuire il rischio di sensibilizzazione in generale verso  gli allergeni respiratori. Tali risultati però non  sono sufficientemente significativi né per raccomandare né per proibire la presenza di un cane in casa a scopo preventivo.

È importante sottolineare che i sintomi possono essere causati da esposizione indiretta alla forfora del cane  come detto nelle scuole, sul posto di lavoro, e sui mezzi pubblici. L’allergene del cane può essere trasferito sui vestiti di un proprietario dell'animale e causare sintomi in una persona allergica seduta vicino. Nei soggetti sensibilizzati, l'esposizione ripetuta agli allergeni contribuisce anche a infiammazione subclinica, iperreattività, e generale peggioramento di asma.

E’ importante poi sapere che le persone allergiche al cane possono essere allergiche contemporaneamente anche al gatto: IgE-allergene specifiche per il gatto sono state rilevate nel 71% nel siero di un gruppo di 38 pazienti sensibili alla forfora di cane.

Ricordiamo anche una possibile allergia agli allergeni del cane  nei soggetti adibiti ai vari lavori quali allevatori, addetti ai vari  dog-center, e operatori di  laboratorio.

 

Note sulla diagnostica

Vi è tuttora incertezza sulla scelta della migliore materia prima per preparare gli estratti del cane. Gli estratti commerciali attuali variano largamente da una industria all’altra.

Due dosaggi per le IgE specifiche di estratti totali sono disponibili (Phadia) : uno ( E5 ) per la forfora e l’altro (E2) per la pelle. Il test che viene più largamente utilizzato nei lavori pubblicati è quello basato sulla forfora (E5), dimostrato più sensibile e specifico con minori reattività crociate. Notevoli sono ancora le discordanze a riguardo di una soglia di positività delle IgE specifiche in grado di stabilire il “rischio di allergia”.

 

In presenza di una doppia reattività cane e gatto

-_CANE_E_GATTOsolo lo studio molecolare permette di differenziare tra una doppia sensibilizzazione e una monosensibizzazione al gatto  o al cane con reattività crociata:

 - se rCan f 1 è positivo e rFel d 1 è negativo : si tratta con tutta probabilità di una sensibilizzazione al cane. La doppia reattività crociata può spiegarsi con na reattività all’albumina

 - se rFel d 1 è positivo e rCan f 1 è negativo: si tratta con tutta probabilità di una monosensiblizzazione al gatto

 - se rCan f 1 e rFel d 1 sono entrambi positivi può evocare una doppia sensibilizzazione. Questo risultato però sarà del tutto vero quando tutti gli allergeni maggiori del cane saranno identificati.

 

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