02D - NOMENCLATURA ALLERGENICA

 

NOMENCLATURA ALLERGENICA

di Vasco Bordignon

Secondo la classificazione internazionale si classifica per prima cosa la fonte allergenica (pianta, animale, muffa, ecc.) partendo dal SUO NOME SCIENTIFICO e prendendo le prime tre lettere del nome generico e la prima lettera della specie (oppure due lettere se possibilità di confusione)

Es. la betulla è chiamata scientificamente Betula verrucosa: quindi Bet v

A questa sigla identificativa della fonte, si aggiunge un numero che indica l’ordine cronologico di identificazione e di registrazione dell’allergene: 1, 2, 3, ecc.

Così con  Bet v 1 viene identificato un determinato allergene.

 

ISOALLERGENI

E’ possibile che per un dato allergene (ma questo vale per tanti altri) ci siano degli isoallergeni, cioè strutture aminoacidiche con peso molecolare molto simile, con la stessa struttura terziaria, e con la stessa funzione biologica e abbiano almeno 67% di identità delle sequenza degli aminoacidi:

es. Bet v 1 : sono stati finora riconosciuti 31 isoallergeni con identità di sequenza tra il 73 e il 98%.  Vengono identificati aggiungendo un punto e un numero progressivo:

Bet v 1.01

Bet v 1.02

Bet v 1.21

Bet v 1.31

Ecc.

VARIANTI ALLERGENICHE

Si intendono forme alternative dello stesso allergene in quanto mostrano un numero limitato di sostituzioni aminoacidiche. Sono state descritte ad es. varianti per Der p 1, Der p2 , Bet v 1 , ecc.  Vengono indicate aggiungendo altri due numeri alla sigla dell’isoallergene: es. variante allergenica del Bet v 1 è Bet v 1.0101

Riassumendo con l’esempio della betulla

Bet v 1 = l’allergene

Bet v 1.01 = l’isoallergene

Bet v 1.0101 = la variante allergenica

 

ORIGINE NATURALE O RICOMBINANTE degli allergeni

Negli ultimi anni la tecnologia del DNA ricombinante ha consentito la produzione di allergeni sovrapponibili a quelli naturali con il vantaggio di un miglioramento dei reagenti per la diagnostica allergologica.

Per distinguere l’origine si indicano due consonanti prima del nome dell’allergene:

se “n” = è di estrazione naturale

nBet v 1

se “r” = di tecnologia ricombinante

rBet v 1

 

 

MARCATORI DI SENSIBILIZZAZIONE

Marker di sensibilizzazione primaria o genuino o specie-specifico: è indicativo di una determinata fonte allergenica e di vera sensibilizzazione alla stessa fonte: ad es. Ole e 1 è l’allergene che caratterizza l’allergia all’olivo e alle altre specie delle Oleaceae

Marker di cross-reattività o panallergene: indica molecole allergeniche simili per struttura proteica e capacità di legarsi alle IgE,  presenti in varie fonti allergeniche, talora non correlate tra loro dal punto di vista tassonomico. Vi è consenso nel ritenere due differenti proteine siano cross-reattive quando evidenziano una omologia di sequenza maggiore del 35% su 80 aminoacidi o una identità di almeno sei aminoacidi consecutivi. Questi criteri tuttavia inducono talora a falsi positivi, e per questo si ritiene che una vera cross-reattività si instauri con una omologia di sequenza tra il 50 e il 75%.  Questi marcatori vengono identificati anche come “panallergeni” indicando una quasi ubiquitaria distribuzione in natura di queste molecole: questo è vero però solo per le profiline; altre proteine hanno una cross-reattività più stretta e altri più limitata ancora.

Per tali motivazioni alcuni autori hanno proposto  una diversa classificazione (che non mi pare abbia avuto successo):

- eurallergeni, con un prefisso “eu” derivante da “euros” che in greco significa ampiezza, come per le profiline

- stenoallergeni, con prefisso  “stenos” che vuol dire stretto, come per le Ole e 1-related proteins;

- monallergeni, con prefisso “monos” che vuol dire singolo, per poche o singole famiglie botaniche, come ad es. il gruppo 5/6 delle graminacee.

 

ALLERGENE MAGGIORE O MINORE in base alla frequenza di sensibilizzazione

- MAGGIORE

quando ha indotto una sensibilizzazione maggiore del 50% dei pazienti allergici a quella determinata fonte allergenica, e di solito costituiscono anche marker di sensibilizzazione primaria

- MINORE

 quando la % dei soggetti sensibilizzati è inferiore al 50%.

NB. Non necessariamente un marker di sensibilizzazione primaria è anche un allergene primario.

 

CLASSE I^ E 2^ per gli allergeni alimentari

Allergeni alimentari di classe 1:  costituiti da proteine resistenti alla digestione e al calore, in grado di comportarsi da allergeni sensibilizzanti (“sensitizers”) a livello gastrointestinale. In questa classe troviamo ad esempio le maggiori proteine allergeniche del latte, dell’uovo, del pesce, dei crostacei e di alcuni vegetali.

Allergeni alimentari di classe 2: costituiti da proteine non resistenti al calore e alla digestione, generalmente incapaci di provocare sintomi sistemici. Sono presenti nei vegetali, ma anche in alimenti di derivazione animale (proteine termolabili del latte,

della carne, dell’uovo) e causano sintomi per lo più localizzati al cavo orale (sindrome orale allergica) in quanto, degradati a livello gastrico, perdono il loro potere antigenico. I sintomi compaiono previa sensibilizzazione ad allergeni omologhi

contenuti nei pollini, (“non-sensitizing elicitors”). Questo fenomeno, definito “cross-reattività”, ma meglio identificato con il termine di co-riconoscimento, spiega come mai alcuni pazienti possano presentare reazioni anche severe assumendo alimenti allergizzanti mai prima ingeriti.

 

PRINCIPALI FONTI DOCUMENTALI IN CULTURA ALLERGOLOGICA

Alcune fonti documentali specifiche, anche per approfondimento 

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