PROVE ALLERGICHE IN VITRO - IgE SIERICHE TOTALI - PRIST

 

Dosaggio IgE sieriche totali - PRIST 

 

La concentrazione nel siero delle IgE Totali viene espressa in kU/l o in U/ml.

Si ricorda che 1kU o U corrisponde a circa 2,4 ng /ml.

Il dosaggio delle IgE totali consente di identificare tutta la popolazione delle IgE (specifiche e non) presenti nel siero di un paziente.

La concentrazione sierica delle IgE totali varia con l’età: nei neonati è quasi indosabile e aumenta poi progressivamente raggiungendo i livelli dell’adulto intorno al 10° anno di vita.

Le IgE rappresentano solamente lo 0,004% di tutte le immunoglobuline ed i valori di normalità nel siero presentano ampie oscillazioni a tutte le età della vita. Infatti poiché la distribuzione dei valori nella popolazione normale non è di tipo gaussiano, non è possibile definire esattamente “valori medi” o “soglie di normalità” che distinguano con chiarezza dati “normali” da dati “patologici”.

Inoltre i livelli sierici possono essere influenzati da numerosi fattori, quali l’età, il sesso, il gruppo etnico e le condizioni socio-ambientali.

A puro scopo indicativo si riportano i seguenti valori medi:

 - bambini : da 0,05-0,8 (cordone ombelicale)  a 5-20 kU/l (3-6 anni)

 - adulti : da un minimo di 71 ad un massimo di 150-200 kU/l.

Come già detto le IgE rappresentano soltanto una piccola percentuale rispetto a tutte le altre immunoglobuline, e per questo sono necessarie metodiche di determinazione molto sensibili, basate  in passato su metodi radioimmunologici (es. PRIST = Paper Radio Immuno Sorbent Test - vedi immagine sottostante) o quelli più attuali su metodi immunoenzimatici (IgE-ELISA).

 

IGE_-_PRIST522

Il principio di questi metodi consiste nel mettere insieme ad incubare:

– anticorpi anti-IgE legati con sistema di covalenza ad una fase solida (disco di carta, o di polimero insolubile, ecc. );

- siero  o altro liquido biologico da esaminare.

Si forma così un complesso disco anticorpi anti-IgE-IgE.

Dopo lavaggio, si aggiungono anticorpi purificati anti-IgE marcati con isotopo radioattivo o con un enzima. In tal modo si viene così a formare una complessa fase solida – anticorpi anti-IgE-IgE – anticorpi anti-IgE marcati.

La radioattività del sistema o l’intensità della reazione enzimatica possono essere misurate direttamente  e queste saranno tanto maggiori quanto maggiore è  il titolo di IgE nel campione in esame.

Numerosi sono i metodi immunoenzimatici che possono essere utilizzati per la determinazione delle IgE totali. La qualità dei risultati non dipende tanto dal tipo di marcatore (radioisotpo, enzima, fluorocromo) quanto dal tipo di sistema e della qualità dei reagenti utilizzati, specie l’anti-IgE.

 

CONSIDERAZIONI

 

Un aumentato livello di IgE totali non è sempre predittivo di allergopatia in quanto molte altre variabili – infestazioni parassitarie, infezioni, malattie infiammatorie croniche, neoplasie, mielomi, fattori ambientali, fumo di sigaretta attivo e passivo – possono indurre un aumento dei livelli di IgE totali.

Va anche detto che il riscontro di valori “normali” di IgE sieriche totali non esclude la diagnosi di allergopatia: ci sono infatti molti casi di pazienti sicuramente allergici con valori “normali” di IgE totali.

Quando si eseguono studi sulle IgE Totali riferiti a grandi numeri di soggetti (popolazioni) si rileva che, in relazione alla curva non gaussiana dei valori delle IgE su popolazione sana e su popolazione atopica, esiste una ampia zona di sovrapposizione delle due popolazioni (come da immagine sottostante da Kulig)  Tale evenienza – come già detto - rende molto difficile la definizione di soglia discriminante tra soggetti sani e soggetti atopici, per cui sulla sola base delle IgE totali non è possibile formulare una qualsiasi formulazione di “sindrome allergica”.

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Per quanto riguarda le malattie allergiche generalmente i valori delle IgE totali non evidenziano differenze significative in rapporto al tipo di allergia (asma bronchiale, rinite allergica, ecc.), al tipo di allergene responsabile (pollini, dermatofagoidi, derivati epidermici, ecc.), al numero di allergeni  responsabili della sintomatologia (mono o polisensibilizzazioni), alla presenza o meno dell’allergene all’epoca dell’indagine.

Anche dopo immunoterapia specifica la diminuzione delle IgE totali spesso manca o, comunque, non risulta statisticamente significativa.

Si deve ancora ricordare come le IgE totali sieriche presentano ampie oscillazioni circadiane, per cui, a seconda del momento dell’indagine, nello stesso soggetto allergopatico possono essere riscontati valori “elevati” o “normali” di queste immunoglobuline.

La determinazione delle IgE totali nel sangue di cordone ombelicale è stata per anni correlata alla predizione o meno di allergia (eczema atopico, rinocongiuntivite allergica e asma allergico). Tutti i lavori consultati non danno risultati univoci ad es. perché le soglie oltre alle quali vengono riferite differenze significative di rischio di sviluppare sintomatologie allergiche sono  diverse da autore ad autore, anche se valori superiori a 0,9 kU/l hanno evidenziato avere un maggior “peso”;  perché mancano studi dell’eventuale azione di fattori ambientali sia allergici che non allergici; perché sono spesso deficitari sulla interazione con la presenza o meno  di atopia materna;  perché la terminologia usata non è in tutti sovrapponibile, ecc.

Tuttavia l’associazione alti livelli di IgE totali del cordone ombelicale con una storia famigliare positiva per atopia in generale ha un valore predittivo molto maggiore che non prese singolarmente, come pure interessante l’associazione di elevati valori di IgE neonatali del cordone ombelicale a seguito di gravidanze vissute in situazioni di gravi difficoltà (legali, affettive, economiche, sociali, ecc.)  che in qualche modo possono agire sullo sviluppo del sistema immunologico del feto.

Ciò a mio parere sta a significare che la storia di ogni neonato dipende fondamentalmente dal suo DNA e dei rapporti che si svilupperanno tra di esso e l’habitat  di relazione, dapprima uterino e successivamente familiare e ambientale.

Il dosaggio delle IgE totali non può competere con la storia clinica, con gli SPT o il dosaggio delle IgE specifico mirato e quindi, avendo una scarsa utilità  clinica, non dovrebbe essere utilizzato per la diagnostica allergologica del singolo paziente, in quanto il più delle volte risulta confondente e genera inutile allarmismo.

 

Aggiornamento 

Tale affermazione viene confermata da questo lavoro : "Testing children for allergies:why,how,who and when" del numero di marzo 2013 di "Pediatric Allergy and Immunology" dove vi è scritto:

" Total serum IgE measurements.

Total IgE has no indication in specifically diagnosing allergic disease. Serum total IgE might be used in following indications:

- as an inclusion, and dose determining parameter for omalizumab therapy

- as a dignostic and monitoring parameter in allergic bronchopulmonary aspergillosis

- as an assessment parameter in algorithms to predict reactivity in food challege. "

 


Alcune fonti documentali specifiche

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