FRUTTI A GUSCIO - PINOLI - ALLERGIA AI PINOLI

PINOLI 

(pine nuts - pignons) 

 

ALLERGIA AI PINOLI 

 

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GENERALITA’

I Pinoli rappresentano i semi di molti varietà di pini, circa cento specie. Le specie più comuni sono il Pinus pinea o Pino domestico o Pino italico o Pino da pinoli, e il Pino coreano.

Il pino da pinoli rappresenta una delle essenze arboree che maggiormente caratterizzano il paesaggio mediterraneo e in particolare quello italiano. La pianta quando raggiunge il suo massimo sviluppo assume l’aspetto come un grande ombrellone (i francesi da questo lo chiamano “pin parasol”) perché il tronco che rimane completamente privo di rami nei tre quarti in feriori, si divide verso la cima in rami patenti, assomigliando così ad una specie di cupola.

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Il Pino da pinoli inizia a produrre pinoli a partire dal venticinquesimo anno.

 

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Le pigne o coni, la cui maturazione può richiedere anche tre anni,  sole o abbinate, sono lunghe 15 cm circa, contengono le squame ognuna delle quali contiene due semi, i pinoli, con un guscio scuro e duro, nel cui interno c’è la mandorla bianca di circa 1-2 cm di lunghezza, ricca di amidi e di un olio dal profumo di resina. I pinoli si raccolgono manualmente o meccanicamente  in autunno quando le pigne mature si aprono.

 

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I pinoli si consumano interi, macinati o tritati, crudi o tostati.  La maggior parte della varietà non si consuma cruda, ad eccezione della Pinus pinea  che cruda è deliziosa ed ottima se tostata. Essi sono molto popolari come spuntino, in insalata, in piatti dolci e salati etnici, soprattutto il  classico pesto all'italiana  o come condimento nella cucina della zona mediterranea della Spagna.

 

ALLERGENI 

Sono stati individuati i seguenti allergeni

Pin pi 1, che è una  globulina 7S vicilino-simile, di 50 kDa. Fa parte quindi delle proteine di riserva  necessarie alla germinazione. Viene scissa facilmente dagli enzimi digestivi.

Pin pi 17 kD, non ancora caratterizzata

Pin pi 6 kD, che è una albumina di riserva dei semi . E’ molto resistente agli enzimi digestivi.

E’ verosimile che nei prossimi anni si individueranno altri allergeni. Infatti in una recente pubblicazione (Novembre E. et al, 2012) gli autori hanno studiato attraverso le tecniche di immunoeletroforesi i sieri di  5 bambini esclusivamente sensibilizzati ai soli pinoli, ed hanno individualizzato in  tutti   5 simili bande distribuite tra 6 e 47 kDa.  La clinica di questi 5 bambini evidenziava in 2 sintomi di anafilassi e in tre sintomi di orticaria-angioedema; inoltre 2 bambini presentavano altre sensibilizzazione : uno per le graminacee, ed un altro per i dermatofagoidi.

 

CROSS-REATTIVITA’

Possibile cross-reazione con la mandorla, o con l’arachide

Studi clinici hanno evidenziato casi di reazioni sistemiche ai pinoli in soggetti che già sapevano di essere sensibilizzati alla mandorla. (Roux et al. 1998, De Las Marinas et al 1998). Il gruppo di De Las Marinas dimostrò come una banda di 50 kDa era in comune tra mandorla e pinolo.

In una pubblicazione (Ibanez MD et al.,2003) sono state anche isolate bande proteiche di pinolo di 30 e 44 kDa, che scomparivano con la inibizione di immunoblotting con arachidi. (4).

Tuttavia, nonostante queste pubblicazioni, molti individui con allergia ai pinoli non hanno anticorpi IgE verso questa frutta a guscio  e non hanno manifestazioni  allergiche dopo l'ingestione.

Possibile cross-reazione tra polline di pino e pinoli

Senna G e al, nel 2000  descrivono una anafilassi da pinoli in soggetto che non aveva manifestato segni clinici al polline del Pino nonostante ci fossero nel suo siero delle IgE-specifiche. I test eseguiti (prick by prick con pinolo crudo, RAST per pinolo e per estratti pollini del Pino evidenziarono che il soggetto in esame aveva IgE specifiche per entrambi gli estratti e che quindi vi era cross-reazione. Il fatto che non avesse alcun disturbo da allergia ai pollini viene spiegata, dagli autori, con il fatto che lo sviluppo di una pollinosi richiede un lungo periodo di esposizione agli allergeni pollinici. (Ma potrebbe essere anche che quelle IgE specifiche non fossero in grado di indurre una degranulazione mastocitaria ricordando come la allergenicità e la IgE-reattività sono cose molto diverse, vb)

Possibile cross-reattività tra polline di Assenzio selvatico e pinoli.

In una pubblicazione di alcuni anni fa (Rodrigues-Alvares MC, et al, 2008) studiando un caso di un giovane con ripetuti episodi di anafilassi da ingestione di pinoli  riscontrarono una positività sia alle prove cutanee sia alla determinazione delle IgE specifiche sia per il pinolo che per l’Assenzio selvatico. All’immunoblotting sia di Assenzio che di pinolo si evidenziarono due  ampie bande sovrapposte circa a 14 e a 30 kDa.  Con il test di immunoinibizione si dimostrò la completa inibizione delle IgE specifiche di pinolo dopo l’incubazione con estratto di Assenzio selvatico, indicando così la presenza di una cross-reattività tra pinolo e Assenzio.

 

ALLERGENICITA’

I Pinoli possono comunemente indurre sintomi di allergia alimentare nei soggetti sensibilizzati.

Le reazioni possono essere gravi: angioedema, dispnea, prurito diffuso, collasso cardiocircolatorio, shock anafilattico.

Numerosi sono i casi di anafilassi dopo ingestione, anche di piccole quantità, o di pinoli, o di dolci contenenti pinoli, o di pasta con pesto alla genovese (olio d'oliva, erbe aromatiche, pinoli e sardine) o di altri piatti contenenti pinoli.

Un caso particolare e curioso viene pubblicato riguardante una persona, affetta da “bird-egg syndrome”, che dopo aver mangiato un po’ di cibo del suo pappagallo sviluppò una reazione anafilattica. Quel cibo conteneva pinoli!

Sono pure descritte anafilassi dopo aver effettuato un prick-by-prick con pinoli, in mancanza di un estratto standardizzato. Si consiglia pertanto, qualora fosse necessario effettuare questo test, di realizzarlo in un ambiente protetto.

Ugualmente a rischio è l’attuazione di un eventuale test di provocazione orale in caso di una vera sensibilizzazione.

Una situazione del tutto particolare, che qui riassumo, è quella pubblicata nel 1998 da Moneret-Vautrin DA, et al. Il soggetto era una anziana di 87 anni che era stata in buona salute fino a due anni prima quando le fu riscontrata una ipertensione arteriosa e le fu ordinato un famaco ACE-inibitore. Poco dopo  iniziò a lamentare prurito generalizzato con gonfiore ai palmi delle mani in alcune occasioni di ingestione di alimenti non precisati, trattati con antistaminici. Dopo altri mesi ebbe uno shock anafilattico grave dopo aver mangiato un dolce , che fu analizzato  in tutte le sue componenti.  Gli accertamenti effettuati dimostrarono solo una positività cutanea alla noce e al pinolo. Tenendo presente che fino agli 87 anni quella signora non aveva mai avuto nessuna reazione allergica, la nuova situazione (l’anafilassi) venutasi a creare poteva dipendere solo dall’azione del farmaco, e cioè del rilascio di mediatori chimici inducenti la vasopermeabilità e la vasodilatazione responsabili del collasso  e della perdita di coscienza.

 

PRINCIPALI FONTI DOCUMENTALI

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www.allergome.org