ANIMALI - CAVALLO - ALLERGIA AL CAVALLO

CAVALLO - ALLERGIA AL CAVALLO

 

Cavallo - Horse - Cheval


di Vasco Bordignon

 

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EPIDEMIOLOGIA

In una popolazione di pazienti che si rivolgono a consultare centri di allergologia in Italia, la prevalenza dei tests cutanei positivi al cavallo è del circa il 5%.

In Europa lo studio GAALEEN dimostra che solo il 34% dei centri, essenzialmente nei paesi nordici, testano il cavallo in modo sistematico con 10% di positività.  Tale differenza può essere spiegata per una maggiore concentrazione di cavalli nei paesi nordici: 23% di bambini asmatici del nord della Svezia sono sensibilizzati al cavallo.

Mi soffermo sullo studio multicentrico italiano (Licardi, 2011) disegnato per valutare la reale consistenza della allergia al cavallo in soggetti che non avevano alcuna esposizione occupazionale (scudieri, veterinari, allevatori, ecc.). Dopo aver arruolato non meno di 100 prick-test consecutivi in ambulatori allergologici su tutto il territorio, riscontrarono i seguenti dati : su 3235 pazienti che avevano in atto o sospettavano di avere manifestazioni respiratorie di tipo allergico (rinite e/o asma)  2097 avevano evidenziato almeno una positività cutanea allo skin prick-test.  Tra questi 113 pari al 5,38% erano sensibilizzati anche al cavallo, di cui nove solo al cavallo.

Di questi 113, 30 pazienti riferivano contatti diretti con cavalli (4 perché proprietari e 26 per equitazione o per altro motivo occasionale); altri 23 pazienti venivano talvolta in contatto con proprietari di cavallo; 60 pazienti (pari al 53%) negavano qualsiasi contatto diretto o indiretto.

Dei 9 pazienti sensibilizzati solo al cavallo  6 soffrivano di una intermittente e lieve rinite, e 3 di una moderata/severa rinite con asma.  Inoltre di questi 9 monosensibilizzati, 3 erano proprietari di cavallo o cavalieri, gli altri 6 non avevano alcun contatto con l’animale.

Le conclusioni che si possono trarre da questo interessante studio sono queste:

 - i soggetti che in qualche modo sono a contatto con cavalli hanno un maggior rischio di sensibilizzarsi verso questo animale

 - la sensibilizzazione è presente e probabilmente sottostimata anche in soggetti che non hanno mai avuto contatti diretti o indiretti con il cavallo

 - è verosimile che il contatto con l’allergene sia veicolato da indumenti venuti a contatto con l’animale: mezzo questo di trasmissione comune anche per cane, gatto

 - la necessità di inserire il cavallo nella batteria degli aeroallergeni da testare, in particolare quando soprattutto in età scolastica la sintomatologia allergica sia occasionale e non spiegabile per gli allergeni più frequenti.

 

VIE DI SENSIBILIZZAZIONE

Sono stati effettuati anche studi relativi alla dispersione o diffusione degli allergeni equini provenienti da scuderie o da spazi esterni utilizzati dagli animali stessi.

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Nel 2008 lo studio di Eifman si propose di determinare in campioni di aria la concentrazione degli allergeni di cavallo per evidenziare la loro dispersione a partire da una scuderia di 32 cavalli (Immagine sovrastante). A 50 metri a nord di questa vi era  una grande struttura universitaria, mentre a 50 metri a ovest una struttura per uffici con 400 impiegati (ai quali fu consegnato un questionario relativo a variazioni del loro stato di salute,  prima e dopo lo spostamento dalla prima sede alla seconda sede molto più lontana dalla prima) e a sud di quest’ultima uno spazio aperto di varie centinaia di metri, mentre in direzione est e ovest vi era una foresta vicino alla zona di pascolo. E’ stata considerata la velocità del vento, la sua direzione e la presenza di vegetazione. I punti di  campionamento sono stati distribuiti a raggiera dal centro della zona e a distanze di 50, 100, 200, 300, 400 e 500 metri in ogni direzione. I campionamenti sono stati eseguiti anche in vari periodi delle stagioni.  I risultati, determinati con metodo ELISA, sono stati interessanti : la concentrazione media degli allergeni equini all’interno della scuderia è stata di 4600 U/m3, la concentrazione media degli allergeni all’ingresso della scuderia è stata di  316 U/m3 in estate e 123 U/3 in inverno; in tutta l’area di movimento dei cavalli è stata di 16 U/m3 in estate e 8,3 U/m3 in inverno. Inoltre i livelli di allergeni a 50-100 metri intorno alla scuderia è risultata meno del 5% dei livelli riscontrati all’ingresso della scuderia. A 50 metri dalla fonte allergenica, a bassa velocità del vento, la concentrazione era già molto ridotta con meno di 2 U/m3 ; concentrazioni di 2-4 U/m3 sono state a volte  riscontrate fino a 500 metri di distanza dalla fonte in posizioni opposte a forti correnti aeree. I risultati dei questionari degli impiegati,  il cui posto di lavoro si trovava in un primo tempo nelle immediate vicinanze della scuderia  e successivamente spostato molto più lontano,  non avevano evidenziato, anche negli allergici al cavallo, nessuna modificazione del loro stato di salute sia prima che dopo il trasloco.

 

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Nel 2009 lo studio di Emenius riguardò lo stesso argomento circa la dispersione degli allergeni equini da scuderie o da aree riservate ai cavalli situate  come anche una pista da trotto all’interno di varie aree abitative, (vedi sopra) determinandone la loro concentrazione in base alla distanza tra la fonte allergenica e le abitazioni. I campioni degli ambienti interni ed esterni furono raccolti in piastre Petri in 49 sedi differenti delle aree abitative e vicino alle piste di trotto dei cavalli. Sei dei 45 campioni abitativi hanno evidenziato concentrazioni di allergene equino: 3 di questi campioni positivi provenivano da ambienti dove nessun membro della famiglia aveva mai avuto un qualsiasi contatto con gli animali;  16 dei  26 campioni esterni furono positivi. All’esterno, le concentrazioni allergeniche si abbassavano rapidamente a mano a mano che la distanza dalla pista aumentava. Inoltre la concentrazione allergenica riscontrata ad una distanza di 45 metri dalla pista rappresentava all’incirca 1% della concentrazione allergenica riscontrata ad un metro dalla pista stessa.

Le considerazioni da trarre da questi due lavori sono le seguenti:

 - le concentrazioni allergeniche di norma si riducono rapidamente e a breve distanza dalle fonti allergeniche;

 - non si sono dimostrate alterazioni dello stato di salute in impiegati (anche allergici al cavallo) operanti in edifici posti anche a breve distanza dalle fonti allergeniche;

 - la frequenza di concentrazioni di allergene in abitazioni i cui costituenti non hanno mai avuto contatti con animali sta a significare che ci deve essere un meccanismo sostanzialmente simile a quello per altri animali cioè che siano gli indumenti  venuti a contatto diretto con il cavallo a costituire la via della diffusione e della dispersione del materiale allergenico.

 

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GLI ALLERGENI DEL CAVALLO

Anche se vi sono  differenze importanti negli allergeni sia sul piano qualitativo che quantitativo tra le specie ma anche all’interno della stessa specie tra i differenti animali, tutte le razze sembrano esprimere gli allergeni maggiori Equ c 1, 2 e 3.

Descrizione

L’elettroforesi bidimensionale degli estratti delle squame dei cavalli mostrano la presenza di circa 26 proteine che possono fissare  IgE specifiche di pazienti allergici.

Solamente cinque allergeni sono ben caratterizzati:

 - Equ c 1 : si tratta di una lipocalina glicosilata di 25 kDa: presenta 50% di omologia con Rat n 1 (allergene maggiore del ratto ). Si riscontra nelle squame, nella saliva e nelle urine del cavallo. E’ un allergene maggiore per oltre il 70% dei pazienti sensibilizzati al cavallo;

 - Equ c 2 : questa lipocalina di 17 kDa non è glicosilata. E’ anch’essa un allergene maggiore riconosciuto da 50% dei pazienti sensibilizzati;

 - Equ c 3 : l’albumina di cavallo è un allergene minore di 67 kDa riconosciuto per il 20% dei pazienti sensibilizzati e il suo significato allergico non è ancora ben definito;

 - Equ c 4 : è una laterina, proteina costitutiva del surfattante della saliva e del sudore. Ha un peso molecolare di 17 kDa, non è glicosilata. Si riconosce in 30% dei pazienti (per maggiori interessanti dettagli vedere allergeni molecolari sotto la voce PLUNC e LATERINA)

 - Equ c 5 : è pure una laterina di 20,5 kDa che presenta una forte omologia con Equ c 4. E’ presente nella pelle. Viene riconosciuta da 26% dei pazienti.

Equ c 4 e 5 sarebbero due isoforme dello stesso allergene.

 

Reattività crociate

Sono state descritte

 - tra lipocaline: vi è una reattività crociata tra Mus m 1 allergene maggiore del topo (Mus musculus) e Equ c 1 spiegata per una omologia del 46% con una inibizione importante della fissazione delle IgE su Equ c 1 mediante  una pre-incubazione con Mus m1, mentre se si effettua in modo inverso l’inibizione, questa  è assai debole. Una omologia con Can d 6 (del cane) e Fel d 4 (del gatto) suggerisce ugualmente la possibilità di reattività crociata inter-specie;

 - tra albumine: la fissazione delle IgE all’albumina di cavallo viene fortemente inibita da una pre-incubazione con le albumine del gatto (Fel d 2) e del cane (Can f 3), quando l’inibizione opposta è molto debole;

 - altri allergeni: gli studi di inibizione con degli estratti di squame e di pelo   hanno evidenziato una inibizione con sieri di pazienti sensibilizzati ma privi di IgE verso le albumine: quindi vi devono essere altri allergeni implicati in queste reattività crociate.

 

Diagnostica cutanea

Lo studio del contenuto in allergeni mediante elettroforesi e immunoblot degli estratti di squame, peli e di pelle mostra che per coprire l’insieme degli allergeni sensibilizzanti occorre utilizzare un miscela di squame e di peli.

 


ALLERGENICITA’

Sul piano clinico l’allergia al cavallo è sovente violenta con manifestazioni che possono andare dall’orticaria allo shock anafilattico, ma può manifestarsi con tutte le  comuni manifestazioni respiratorie dalla rinite all’asma.

Questa allergia, specie in ambiente urbano,  è spesso nascosta o mascherata. Crisi asmatiche inspiegabili alla scuola o in altri luoghi sono stati rapportati ad un contatto con vestiti di altri bambini che avevano avuto contatti con cavalli: allergie  poi confermate dai test allergologici.

Il prick test al cavallo dovrebbe far parte della batteria standard degli allergeni respiratori.

 

MISURE DI PREVENZIONE

L’allontanamento dalla sorgente (scuderia) o dai contatti indiretti con vestiti da equitazione rappresenta  una misura di prevenzione molto efficace.

Tuttavia un contatto accidentale per mezzo di vestiti contaminati è sempre possibile in particolare nell’ambiente scolastico. (20)

 

PRINCIPALI FONTI DOCUMENTALI

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