INTOLLERANZA ALIMENTARE AL LATTOSIO : BREATH-TEST O TEST DEL RESPIRO AL LATTOSIO

GENERALITA’ sui Tests del respiro (o Breath tests) funzionali.

 di Vasco Bordignon

Da vari decenni utilizzare l’aria espirata a scopo diagnostico nella branca gastroenterologica è diventata routine  in particolare per la diagnostica di  malassorbimento di carboidrati, di contaminazione batterica dell’intestino tenue, del tempo di transito intestinale e successivamente  anche per altre indagini più sofisticate utilizzando particolari substrati marcati con 13C, isotopo stabile del carbonio.

Possiamo suddividerli in due categorie:

-       il breath test con idrogeno: il suo principio è semplice.  Le cellule di qualsiasi mammifero non riescono a produrre H2. Questo può essere prodotto solo dalla fermentazione batterica solitamente da un substrato rappresentato da carboidrati non digeriti presenti nel grosso intestino.  L’H2 prodotto nel lume del colon viene eliminato con il fiato e un quota costante, circa il 20%, viene assorbita e veicolata ai polmoni attraverso il circolo sanguigno.  La quantità di H2 presente nell’espirio verrà misurata tramite gas-cromatografia. Gli zuccheri interessati in questa metodica comprendono ad esempio il lattosio (per l’intolleranza al lattosio : vedi più avanti), il glucosio (per la contaminazione batterica dell’intestino tenue),  e altri. 

-        Il breath test con 13C, isotopo stabile del Carbonio. Tutti gli elementi esistono in forma isotopica. Il carbonio esiste in natura al 99% come carbonio 12  e solo all’1% come carbonio 13, l’isotopo stabile, mentre il carbonio 14 (radioattivo) è presente in concentrazioni minimali. Dopo aver identificato la funzione fisiologica o patologica da studiare, si prepara un opportuno substrato (ad es. urea per l’infezione da Helicobacter pylori, l’acido ottanoico per il tempo di svuotamento gastrico, ecc.) da impiegare nella reazione biochimica interessata. Durante l’esecuzione di uno di questi 13C-tests , viene seguito il destino del substrato in tutte le sue fasi con la raccolta di campioni prima della somministrazione del substrato e poi a determinati intervalli.  L’assimilazione del substrato terminerà con dei prodotti finali, tra cui la C02, che essendo marcata con 13C è misurabile nell’aria espirata. L’analisi viene eseguita con spettrometri di massa per la determinazione del rapporto isotopico, riuscendo a discriminare la CO2 contenente 12C dalla CO2 contenente 13C. Il valore del rapporto tra i due valori espresso in δ% indicherà la positività o meno del test.

 

TEST DEL RESPIRO O BREATH TEST AL  LATTOSIO

È un test non invasivo, poco costoso, facilmente realizzabile.

Anche i diabetici possono eseguire il test, ma è comunque opportuno che segnalino la loro condizione al medico specialista appena prima di iniziare l’esame.

Si somministra per via orale lattosio (i dosaggi più utilizzati sono 20-25 g negli adulti e 15 in caso di pazienti pediatrici) corrispondenti a 400-500 ml di latte) e si raccolgono campioni di aria espirata  prima dell’ingestione del lattosio e poi ogni 30 minuti per 3-4 ore.

intolleranza_lattosio_-_provete_RACCOLTA DEL CAMPIONE DI ESPIRATO NELLE PROVETTE.

Il paziente deve inspirare in modo naturale e soffiare lentamente all’interno della provetta, utilizzando la cannuccia. Si raccomanda di posizionare l’estremità inferiore della cannuccia sul fondo della provetta e risalire lungo i bordi di questa durante il campionamento, fino ad estrarre lentamente la cannuccia dalla provetta. Il paziente deve espirare completamente l’aria dai polmoni, in questo modo si ottiene un campione con elevata concentrazione di CO2.

Le provette sono rivestite all’interno da un appannante, l’appannamento della provetta indica che il campionamento è adeguato.



intolleranza_-_produz_h2

Il lattosio non assorbito raggiunge il colon, viene metabolizzato dalla flora batterica con produzione di idrogeno, che in parte è escreto attraverso le vie aeree.  Il test è positivo quando il livello di idrogeno nell’aria espirata supera di almeno 20 ppm (parti per milione) i valori di base.

Sono possibili

- falsi negativi dovuti alla mancata produzione di idrogeno da parte della flora batterica colica, o dopo recenti assunzioni di antibiotici.

- falsi positivi, meno frequenti, legati alla presenza di una sovracrescita batterica del piccolo intestino.

Seguendo alcuni criteri di arruolamento (escludere terapie antibiotiche recenti o preparazioni drastiche recenti di pulizia intestinale, dieta adeguata il giorno precedente) e valutando anche i sintomi presenti durante l’esecuzione del test si aumenta la specificità e la sensibilità del test. 

Per la corretta esecuzione del test sono di solito richiesti (con alcune varianti da centro a centro) :

- Un digiuno di almeno 8 ore (cioè dalla mezzanotte precedente). Si puo’assumere acqua.

- 15 giorni prima dell’esame sospendere qualunque tipo di antibiotico, estratti pancreatici, farmaci antiacidi o antisecretivi (gastroprotettori)

- 7 giorni prima dell’esame sospendere fermenti lattici, lassativi o antidiarroici

- il giorno prima dell’esame non fumare (il fumo altera la composizione gassosa dell’espirato)

- la sera prima dell’esame mangiare solo esclusivamente riso, carne, uova, pesce e condire con solo olio e sale e bere solo acqua naturale e minerale non gassata.

- La mattina dell’esame un digiuno di almeno 8 ore (cioè dalla mezzanotte precedente). Si puo’ assumere acqua.