MOLLUSCHI - GASTEROPODI - LUMACHE - ALLERGIA ALLE LUMACHE DI TERRA E DI MARE

MOLLUSCHI – GASTEROPODI - LUMACHE

ALLERGIA ALLE LUMACHE TERRESTRI E MARINE 

LUMACHE - SNAILS - ESCARGOTS

di Vasco Bordignon 

Le lumache sono dei molluschi gasteropodi comprendenti invertebrati sia terrestri che marini. Si distinguono dalle altre due classi all’interno del phylum MOLLUSCA, cioè i Cefalopodi e i Bivalvi o Lamellibranchi,  per la presenza (ma non sempre) di un'unica conchiglia esterna (grossa o ridotta), mai interna (tipica di alcuni Cefalopodi) o doppia (esterna e tipica dei Bivalvi o Lamellibranchi, come le vongole o le cozze).

Il loro consumo risale a tempi antichi e molto probabilmente è stato uno dei primi animali della nostra alimentazione. Il loro allevamento (elicicoltura) risale fin dai tempi dei Romani che ne apprezzavano le qualità culinarie.

Sono state oggetto di studio allergologico tre specie terrestri (Helix aspersa, Helix pomatia e Eobamia vermiculata) e due specie marine (Patella Vulgata o Limpet, e Turbo cornutus).

Nome latino

Allergeni finora identificati

(da www.allergome.org)

Helix aspersa o Cornu aspersum

Hel as 1 - tropomiosina

Helix pomatia

--

Eobamia vermiculata

--

Patella vulgata

--

Turbo cornutus

Tur c 1,  tromiosina; Tur c PM,  paramiosina

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Helix aspersa o Cornu  aspersum è diffusa nel bacino del Mediterraneo (dalla Spagna all'Asia minore e al Nord Africa) e nell'Europa nord-occidentale (sino alle Isole britanniche). In Italia è presente in tutta la penisola ed anche in Sicilia e Sardegna. L'uso in ambito alimentare ha portato alla sua introduzione e naturalizzazione in molte parti del mondo. Essa è una delle chiocciole più ricercate in ambito culinario, nonché la più facile da allevare. Nomi comuni: chiocciola zigrinata, chiocciola marezzata, chiocciola ligure‪,
grigiolina dei giardini.

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Helix pomatia è diffusa in Europa centrale e sudorientale, in un vasto areale compreso tra Francia orientale fino alla Russia occidentale e all'Ucraina; a nord fino all'Inghilterra meridionale e nella Scandinavia centrale e meridionale, Finlandia inclusa, e a sud fino all'Italia settentrionale. Predilige ambienti umidi e mal tollera significativi sbalzi di temperatura, sole diretto, siccità, piogge eccessive. Trova il suo habitat ideale in vigneti, parchi, giardini, boscaglia, e fino a 1800 metri di altitudine. Nomi comuni: chiocciola borgognona, chiocciola vignaiola, escargot.

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Eobamia vermiculata è una specie a diffusione mediterranea, popola le aree costiere e collinari dell'Europa meridionale, dalla Spagna alla Crimea, e del Nord Africa. In Italia è presente in quasi tutto il territorio, Sicilia e Sardegna comprese. È stata introdotta in Australia, dove è nota come chocolate-band snail. È diffusa in diversi habitat, dalle zone antropizzate agli ambienti naturali come garighe costiere, praterie, siepi, orti e giardini. E’ chiamata anche rigatella.

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Patella vulgata è una delle specie del genere Patella diffuse nelle rocce dei litorali del Mar Mediterraneo, Mar Nero e Oceano Atlantico.
Il corpo della Patella è costituito da un guscio a forma di conchiglia conica ed ovale. Tramite questa conchiglia il mollusco aderisce completamente alla parete rocciosa, aiutato anche da una particolare secrezione viscosa.
All’interno della conchiglia, la Patella ha un corpo composto da una grande sacca e un piede che si attacca saldamente al substrato.
La Patella ha un occhio composto da cellule sensoriali immerse in una sostanza gelatinosa. La bocca è chiamata radula ed è in grado di grattare le alghe presenti sulla roccia. Le Patelle vivono sulle rocce aderendo perfettamente al substrato tramite il piede, che oltre ad essere l’organo di movimento, è anche in grado di assimilare la quantità di acqua sufficiente a resistere in caso di prolungata emersione.
L’alimentazione della Patella è costituita esclusivamente di alghe.

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Turbo cornutus: un mollusco marino con una conchiglia a spirale con spine robuste e un opercolo  di grande dimensioni, liscio all'interno e finemente ricoperto da spicole e modellato in genere sulla parte esterna. La conchiglia presenta un notevole dimorfismo dipendente dalle condizioni ecologiche, che fa sì che vi siano anche esemplari pressoché privi di spine.

Questa specie si trova nelle coste delle isole Mascarene ddll’Oceano Indiano, delle Filippine, del Giappone e della Cina. Si può trovare  in acque costiere poco profonde (fino a 30 metri di profondità). Si nutre di vari tipi di alghe.


DIAGNOSTICA

Le reazioni allergiche alle lumache sono spesso accompagnate da broncospasmo, asma bronchiale e anche da reazioni fatali. Tuttavia l'imputabilità delle lumache in una reazione da cibo dipende in parte dalle dichiarazioni dei pazienti. Ne risulta che le condizioni per effettuare una diagnosi certa (ad es. mediante TPO - Test di Provocazione Orale; oppure mediante TPL - Test di Provocazione Labiale) sono raramente valutate nella pratica clinica.

Comunque gli estratti per i test cutanei o per i test in vitro di solito vengono ottenuti da un estratto grezzo.  

CLINICA 

Nelle manifestazioni allergiche alle lumache si sono presentati due problemi

- quale sia l’allergene scatenante  e se questo abbia relazione con l’allergia agli acari della polvere di casa, essendovi nella pratica clinica spesso uno stretto legame tra manifestazioni allergiche alla ingestione di lumache e presenza di allergia agli acari;

- se l’effettuazione di una immunoterapia verso gli acari della polvere di casa possa essere la causa di una sensibilizzazione ex-novo alle lumache o di reazioni gravi alle lumache durante l’effettuazione della medesima.

 

TROPOMIOSINA O NON TROPOMIOSINA?

Nel 1992 fu pubblicato un lavoro di Banzet ML, et al. dove in 12 persone con una accertata allergia respiratoria agli acari della polvere di casa, a seguito di ingestione di lumache, avevano sviluppato delle reazioni patologiche: in 7 casi all’ingestione era comparso un classico attacco d’asma (5 volte) o una dispnea asmatiforme (3 volte); in 2 casi seguì casi una grave anafilassi, e in 5 casi una reazione eritematosa e di indurimento della cute e del sottocutaneo nella regione del braccio dove precedentemente erano state eseguite iniezioni di desensibilizzazione per gli acari. Fu confermata una sensibilizzazione alle lumache 9 volte su 12 con un prick-test francamente positivo ad un estratto commerciale di lumache. Da qui il sospetto di una cross-reazione tra acari e lumache.

Nel 1994 Pajno GB, et al. pubblicarono uno studio per verificare l’incidenza della reattività alle lumache in un gruppo di bambini affetti da asma da acari. Gli autori sottoposero al prick-test con un estratto di lumache 51 di quei soggetti scelti a caso. Di questi 34 risultarono positivi, pari al 67%. Successivamente 21 soggetti, tra cui 15 con prick positivo sia per acari e sia per lumache, e 6 positivi solo alle lumache, vennero sottoposti ad un test di provocazione orale in aperto con 30 grammi di lumache cotte: l’osservazione clinica fu condotta dal tempo zero fino a 240 minuti.  8 dei 15 soggetti positivi sia agli acari che alle lumache , cioè il 53%, presentarono una crisi asmatica importante  documentata da una significativa caduta del VEMS.

Nel 1996 Didier A, et al. cercarono di studiare l’entità dell’incidenza di una positività ai test cutanei agli allergeni delle lumache  in un gruppo di pazienti con sintomatologia respiratoria di tipo allergico, di verificarne l’eventuale connessione con una ipersensibilità agli acari e di valutare anche il significato clinico di un eventuale test cutaneo positivo.  Eseguirono in 312 soggetti, che dovevano effettuare una valutazione allergologica cutanea  a causa di manifestazioni respiratorie di aspetto allergico,  un prick-test con un estratto di lumache. 239 soggetti (77%) avevano almeno una positività cutanea ad un pneumo-allergene e 163 (52%) erano sensibilizzati agli acari. La positività al test cutaneo con estratto di lumache risultò positivo in 14 pazienti (4,5%). Di questi 14 pazienti solo uno non era sensibilizzato agli acari.  Di questi 14 pazienti poi 6 avevano consumato almeno una volta delle lumache, e ben 4 di questi avevano evidenziato sintomi d’anafilassi pochi minuti dopo l’ingestione. Questo lavoro conferma l’esistenza di un legame significativo tra sensibilizzazione agli acari e agli allergeni delle lumache anche se la frequenza di tale associazione è abbastanza ridotta. Tuttavia la ricerca di questa eventuale associazione sarebbe utile ai fini di evitare le eventuali gravi reazioni cliniche evidenziate.

Ancora più interessante lo studio e le conclusioni di Van Ree R, e al. (1996) realizzato su un gruppo di 28 pazienti (15 maschi e 13 femmine), tutti allergici agli acari e alle lumache, provenienti da varie aree d’Italia. Tutti i pazienti avevano avuto episodi di asma, spesso grave, dopo ingestione di lumache (principalmente Helix aperta, Cernuella virgata, Eobamia  vermiculata; meno frequentemente con ingestione di lumache marine quali Patella spp. (limpet) e murice comune (Bolinus  brandaris), ma anche asma e/o rinite correlata alla sensibilizzazione agli acari domestici.  In 16 dei 28 pazienti  era stata precedentemente eseguita o era ancora in atto una immunoterapia per l’allergia agli acari (nonostante le reazioni avverse alle lumache).  3 pazienti in corso di reazione allergica alle lumache avevano evidenziato eritema e prurito nelle zone di iniezione della precedente immunoterapia.  Gli accertamenti eseguiti nel siero dei pazienti sono stati il RAST per i vari allergeni,  RAST inibizione e Immunoblotting.  RAST inibizione è stato eseguito per documentare la cross-reattività tra lumache e dermatofagoidi. I risultati del RAST per i tre tipi di lumache terrestri e per i due tipi di lumache di mare sono risultati molto simili, confermando una stretta correlazione. Solo 4 sieri hanno evidenziato un evidente legame IgE (>5%) ai mitili e/o al gamberetto.  Tutti i sieri sono stati testati mediante RAST per le IgE verso il Dermatophagoides pteronyssinus. Ad eccezione di 2 sieri, la percentuale di legame è stata superiore al 20%. Il RAST inibizione è stato eseguito su tutti i sieri che avevano evidenziato un legame superiore del 5% verso le lumache e/o verso gli acari.  Il legame delle IgE alle lumache è stato fortemente inibito dagli estratti di acari, mentre invece il legame delle IgE agli acari non è stato per nulla inibito dagli estratti di lumaca.  Tutti i sieri poi furono analizzati mediante Immunoblot con dermatophagoides pteronyssinus, con Helix aperta e con gamberetto Crangon crangon, dopo separazione con SDS-PAGE. La maggior parte dei sieri dimostrarono identificazione IgE dell’allergene maggiore Der p 1 e /o Der p 2 e numerose bande > a 25 kDa. Negli estratti di lumaca molteplici bande si sono riconosciute, principalmente a 20-30 kDa e sopra i 50 kDa da tutti eccetto 2 sieri che si legarono ad un allergene di 35 kDa riconosciuto da un anticorpo monoclonale anti-tropomiosina. Ciò sta a significare che in questo gruppo questo allergene non aveva un ruolo importante. La maggior parte dei sieri riconobbero molte altre bande nell’estratto di lumaca, suggerendo che non è un singolo allergene responsabile della cross-reazione tra lumache e acari.

Sulla questione della immunoterapia gli stessi autori hanno valutato nei sieri la IgE reattività verso le lumache all’inizio e dopo un anno di trattamento immunoterapico verso gli acari della polvere di casa, e  riscontrarono un evidente aumento delle IgE verso le lumache.

Nel 1998 il lavoro di Guilloux L, et al. hanno dimostrato attraverso vari tests in vitro la cross-reattività tra lumache terrestri (Helix aspersa aspersa, Helix aspersa maxima, Helix lucorum e Helix pomatia) e gli acari domestici, confermando i dati dei lavori già descritti e  hanno suggerito come candidati cross-reagenti tra lumache e il dermatophagoides pteronyssinus la tropomiosina e l’emocianina, allergeni minori degli acari.


Pertanto già dai primi lavori pubblicati appare chiaro che la relazione tra lumache e dermatofagoidi non è ancora ben definita e che comunque la causa di questa cross-reazione non dovrebbe essere determinata da un solo allergene, quale la tropomiosina, ma da altre molecole.

Ricordo che la tropomiosina nelle sue isoforme multiple appartiene ad una famiglia di proteine altamente conservate nella evoluzione animale, essendo presenti nelle cellule muscolari e non muscolari di tutte le specie di vertebrati e invertebrati, in quanto assieme alla miosina e alla actina contribuisce alla contrazione muscolare e ad altre attività cellulari.

In natura oltre alle tropomiosine allergizzanti degli invertebrati, crostacei (es. gamberi, aragoste, granchi), aracnidi (es. gli acari della polvere, ecc.), insetti (es. le blatte), e molluschi (es. calamari) esistono anche le tropomiosine non allergeniche dei vertebrati (es. uomo).

La prima ad essere sospettata come causa di questa cross-reazione è stata la tropomiosina  in quanto negli anni ’80 era stata identificata la tropomiosina del gamberetto scuro o mazzancolla tropicale  (Pen a 1) da parte di Hoffman et al. (1981). Ora si deve ricordare come dal punto di vista delle cross-reattività queste sono ovviamente più frequenti quanto più vicini sono dal punto di vita della filogenesi i vari soggetti: ad es. nel phylum artropoda abbiamo tre classi coinvolte nella allergia respiratoria e alimentare quali Crustacea , Aracnida e Insecta; questo spiega, come nelle immagini sottostanti) che le % di omologia della sequenza della tropomiosina di riferimento (quella del gamberetto) siano abbastanza elevate (dal 70 al 99%), mentre il phylum Mollusca con le tra classi Gastropoda, Bivalvia e Cephalopoda sono distanti dal punto di vista filogenetico e quindi le % di omologia della sequenza sono molto più basse.(vedi immagini sottostanti,riprese e modificate dal lavoro di Bessot JC et al. 2010).

Si deve anche sottolineare come i termini ”crostacei (shellfish) o sea food (frutti di mare) “ vengono talora usati per nominare sia i crostacei che i molluschi, e ciò  può ingenerare confusione.

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Phylum degli Artropodi

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Phylum dei Molluschi

Nel 2002 da Asturias JA et al. fu sequenziata e clonata la tropomiosina dai muscoli del piede della lumaca terrestre Helix aspersa, una delle lumache più consumate.  Gli autori poi hanno trovato una elevata omologia strutturale con le tropomiosine di altri molluschi (variazioni dal 69 al 84%) e in misura meno elevata con quelle di altri invertebrati : nematodi (66%), acari (65%), crostacei (64%), insetti (63%) e ancora meno con quelle dei vertebrati incluso l’uomo (56%). Ma mentre la tropomiosina dei crostacei (come quella del gamberetto) rappresenta un allergene maggiore, questa tropomiosina delle lumache terrestri si comportava come un allergene minore, in quanto veniva riconosciuta solo in 4 dei 22 sieri testati (pari al 18%). Altri allergeni riconosciuti erano proteine di 74-, 67-, 65-,  45-, 40., e 29 kDa.

Azofra J e Lombardero M nel 2003 pubblicarono un lavoro sulla cross-reattività tra Patella Vulgata (lumaca acquatica del genere Patella, abbondante nelle coste del Nord della Spagna) e il Dermatophagoides pteronyssinus, studiando i sieri di 5 pazienti con reazioni anafilattiche a questo gasteropode. Tutti i pazienti erano allergici asmatici agli acari domestici.  Mediante Immunoblotting hanno evidenziato diverse frazioni allergeniche con un ampio spettro di peso molecolare: da 15 a 250 kDa. Il Dermatophagoides pteronyssinus inibiva il legame IgE di proteine sopra i 50 kDa, in modo particolare una molecola di 75 kDa che venne attribuita all’allergene Der p 4, che ha un’azione di tipo amilasico.

Nel 2005 MARTIN LM, ET al. hanno pubblicato i risultati riguardanti la identificazione di allergeni dell’Helix aspersa (Hel a), della Theba pisana (The p) e dell’Otala lactea (Ota 1) e della entità della loro cross-reazione con il Dermatophagoides pteronyssinus (Der p). Le prove cutanee furono positive in 44 pazienti per le lumache e 56 per gli acari.  L’immunoelettroforesi (IEF) e SDS-PAGE seguite da Immunoblotting dell’estratto di Helix aspersa identificarono rispettivamente 27 e 20 allergeni. I RAST  Hel a e Der p sono stati fortemente inibiti dai loro estratti omologhi, con Hel a inibita da estratto di Der p in una percentuale più elevata (72,6%) rispetto all’opposto cioè Der p inibita da estratto di Hel a  con 5,6%.  Con ciò si viene a determinare che in molti casi di allergia alle lumache, gli acari appaiono essere l’agente sensibilizzante. Tuttavia le lumache possono indurre esse stesse la sensibilizzazione. Infatti in 2 pazienti si riscontrarono IgE specifiche verso Hel a  mentre erano assenti IgE specifiche per il Der p; e uno di questi aveva avuto crisi asmatiche dopo ingestione di lumache.

Allergia alle lumache senza sensibilizzazione agli acari è stata descritta anche da Caiado e al. nel 2009. Le indagini immunologiche esclusero una sensibilizzazione a Dermatophagoides pteronyssinus e alla tropomiosina. In Immunoblotting  le IgE del loro paziente riconobbe due bande a 55 kDa e a 95 kDa. Questo fatto non esclude quanto messo già in evidenza: che la tropomiosina sia un allergene maggiore nei crostacei e un allergene minore in vari molluschi.


IMMUNOTERAPIA VERSO GLI ACARI DELLA POLVERE IN ALLERGICI ALLE LUMACHE:

SÌ O NO?

E’ ancora controverso se la vaccinazione verso gli acari domestici abbia effetti positivi o nocivi in presenza di allergia alle lumache o ai gamberetti.

Vi sono state isolate osservazioni di reazioni gravi alla ingestione di lumache in soggetti in trattamento desensibilizzante verso gli acari della polvere.

Uno studio di Carrillo T, et al. (1991) 5 dei 6 pazienti con anafilassi alla Patella vulgata (limpet) erano desensibilizzati con estratti anti-acaro.

Van Ree et al. (1996) controllarono 17 sieri di pazienti allergici agli acari  mentre ricevevano immunoterapia antiacaro.  All’inizio della immunoterapia, 13/17 avevano positivo il RAST verso le lumache, 3/17 avevano il  RAST per gamberetto. 14-20 mesi più tardi, la risposta delle IgE verso le lumache evidenziavano un significativo aumento mentre le risposte IgE verso Der p 1 e Der p 2 non erano aumentate. Tuttavia solamente i 3 pazienti con iniziale positività RAST al gamberetto risultavano essere i soli pazienti ad avere sintomatologia clinica dopo ingestione di gamberetti.

Peroni e al. (2000) ad esempio  hanno riportato una reazione anafilattica alla lumache in una ragazza di 12 anni durante l’immunoterapia anti-acaro.

Pajno GP, et al. (2002) osservò in 4 bambini allergici agli acari e alle lumache, 8-25 mesi dopo l’inizio della immunoterapia antiacaro,  reazioni anafilattiche conseguenti ad ingestioni accidentali

Asero R (2005) studiò 70 allergici agli acari: 31sottoposti per 3 anni a immunoterapia sottocutanea antiacaro e 39 utilizzati come controllo. Nessuno dei pazienti allergici agli acari erano sensibilizzati alla tropomiosina all’inizio dello studio né dopo 3 anni nessuno di questi  venne trovato sensibilizzato alla tropomiosina. Inoltre, nei 31 pazienti che ricevettero l’immunoterapia antiacaro, l’ingestione di gamberetti in test di provocazione orale  in aperto fu ben tollerato.  Questo studio dimostra la mancanza di una sensibilizzazione ex-novo alla tropomiosina del gamberetto scuro (quindi nessuna colpevolizzazione della immunoterapia) anche se la sensibilizzazione verso gli allergeni delle lumache non è stata ricercata.

Da quanto presentato,  la risposta alla domanda iniziale non può essere univoca, e  ciò potrebbe essere dipeso alla diversa qualità degli estratti di acari domestici utilizzati per la immunoterapia, specialmente nel loro contenuto in allergeni minori come il Der p 10.

Studi epidemiologici effettuati in Europa da Weghofer M, et al.(2008) hanno evidenziato che gli allergeni purificati Der p 1 e Der p 2 sono sufficienti per una diagnosi uguale o superiore al 97% dei pazienti allergici al Dermatophagoides pteronyssinus. Tuttavia il 50% dei pazienti hanno reagito anche ad altri allergeni con una significativa variabilità della IgE-reattività verso individuali molecole allergeniche come Der p 4 e Der p 8.

Una ricerca delle IgE specifiche per Der p1, Der p2 e Der p 10 prima di intraprendere una eventuale immunoterapia specifica sarebbe importante per escludere possibili gravi reazioni alla ingestione di lumache e/ o crostacei in caso di presenza di Der p 10, e, sempre in questa situazione, obbligherebbe anche un approfondimento diagnostico in vivo e in vitro per escludere o confermare una possibile allergia ai crostacei o ai molluschi finora rimasta subclinica.

Una miscela di questi allergeni molecolari, secondo alcuni, potrebbe essere la soluzione per eliminare il rischio della sindrome alimentare da acari della polvere di casa in corso di immunoterapia antiacaro.   

 

CONSIGLI

In attesa di immunoterapie molecolari mirate, o nella impossibilità di eseguire test molecolari,  considerando la severità delle reazioni allergiche alle lumache, è importante avvisare il paziente allergico agli acari circa il rischio della possibilità di una associazione di allergia alle lumache, e quindi di raccomandare di evitare l’ingestione delle lumache in particolare se si sottopone alla immunoterapia antiacaro, anche se tale allergia alle lumache avviene soltanto in una bassa percentuale di pazienti. Inoltre poi è  munirsi di adrenalina autoiniettabile per eventuali gravi reazioni da ingestione occasionale.


PRINCIPALI FONTI DOCUMENTALI

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www.allergome.org

www.coltiviamolumache.it

en.wikipedia.org