FRUTTI - MELAGRANA - ALLERGIA ALLA MELAGRANA

MELAGRANA  - ALLERGIA ALLA MELAGRANA


MELAGRANA - POMEGRANATE – GRENADE

di Vasco Bordignon


NOTE BOTANICHE

Il melograno (Punica granatum L.) è una pianta che cresce sia come piccolo arbusto o come albero, appartenente alla famiglia delle Punicacee. Secondo gli esperti del settore sembra che sia stata importata da un'area ben precisa che va dalla zona dell'Iran ad una zona prossima dell'Himalaya e parte nord dell'India. Viene ora coltivato nell’Asia centrale e occidentale, nei paesi mediterranei e nel Nord dell'India. Cresce come piccolo arbusto o albero. Il suo frutto è simbolo di fertilità in tutto il mondo.

Il melograno non ha particolari esigenze (cresce tanto sui terreni secchi quanto su quelli più umidi). Ne esistono due versioni: una classica e una nana. La differenza sostanziale è che nel secondo caso i frutti non sono commestibili.

È caratterizzata da un fusto piuttosto contorto e da foglie allungate di forma ovale con una tonalità che va dal verde scuro al rossastro a seconda delle stagioni.

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fiori di melograno

I fiori, solitari e verniciati di rosso vermiglio, sono costituiti da 3-4 petali, e presentano un diametro di circa 3 centimetri. Le foglie, opposte, ovali e verde brillante, sono allungate e strette: in genere, non superano i 2 cm di larghezza ed i 7 cm di lunghezza.

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i frutti 

La parte più interessante è il frutto, chiamato comunemente melagrana e scientificamente balausta, è una bacca pressoché unica nel suo genere, sviluppatasi insieme al calice florale. La presenza del calice si nota anche nel frutto maturo: in posizione opposta al picciolo si ritrova, infatti, una sorta di corona rialzata, segno di resti del calice. L'esocarpo coriaceo, piuttosto solido e massiccio, cela numerosissimi semi, stimati intorno i 600.

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i semi di melagrana (ph.VB)

I semi, traslucidi, brillanti, sono ricoperti da una polpa succosa il cui colore può variare dal bianco al rosso sangue; in botanica, i semi della melagrana sono chiamati arilli. È doveroso ricordare che la profumazione, il gusto, la forma ed il colore del frutto di melograno sono fattori fortemente condizionati della specie.

Utilizzo

La melagrana è ottima se consumata fresca e di stagione, è meglio mangiarla al naturale ma i chicchi possono essere usati anche per condire insalate, aggiunti ai cereali per la colazione o per decorare gelati e dessert.

Il succo di melagrana può trovarsi in commercio controllando che sia al 100%, ma può essere preparato in casa con uno spremiagrumi tagliando il frutto in due parti, oppure sgranare dapprima i semi e poi usare uno schiaccia patate.

CLINICA

L'allergia alla melagrana è finora abbastanza rara, anche se in aumento negli ultimi anni per il progressivo suo consumo.

Propongo una carellata di alcuni studi pubblicati, da me ritenuti più significativi dal punto di vista della sintomatologia, della clinica e della diagnostica.


Nel 1991 viene pubblicato da Igea JM, et al. questo caso clinico: una donna di 85 anni  viene ricoverata in ospedale per un ingrossamento della lingua, dimessa dopo vari accertamenti con la diagnosi di “angioedema idiopatico recidivante della lingua”.  Dopo circa un mese viene nuovamente ricoverata per rigonfiamento della lingua.  In questo caso l’anziana donna riferisce di aver avuto altri rigonfiamenti della lingua insorti dopo alcune ore dalla ingestione di melograno, frutto da lei consumato per anni senza alcun disturbo.  Gli accertamenti eseguiti (prick-test, prick by prick  con melograno,  RAST) furono negativi.   Il test di provocazione in doppio cieco fu positivo (comparsa di angioedema della lingua) dopo 4 ore dalla ingestione di 40 grammi di semi di melograno. Questo è il primo caso segnalato di una reazione avversa al melograno.

Nel 1992 (Gaig P, et al.) pubblicano il caso di un bambino asmatico di 7 anni, che, pochi istanti dopo l'ingestione di numerosi semi di melograno, sviluppava broncospasmo. Il prick by prick con estratto del frutto fresco era positivo come pure il RAST.

Nel 1998  viene segnalato da Valsecchi R, et al.  un caso di una orticaria acuta generalizzata con angioedema delle mani, del viso e delle braccia associata a rinorrea, congiuntivite e anche mancanza di respiro in una ragazza di 26 anni mentre stava preparando semi di melograno per una macedonia di frutta a mani nude.  Questa persona aveva già precedentemente  sperimentato reazione orticarioide cutanea immediata nella zona di contatto con la polpa del frutto.  I test cutanei effettuati indussero rapidamente una reazione orticariode. La paziente aveva anche un prick test positivo verso l’assenzio selvatico.

Nel 2006 Enrique E, et al. ha presentato un altro caso: si trattava di un ragazzo di 21 anni, atopico, con una reazione immediata di tipo anafilattico  (orticaria, angioedema del viso e ipotensione)  dopo ingestione di melograno. Tre mesi più tardi, questo ragazzo manifestava una reazione sistemica simile dopo ingestione di nocciole e di  arachidi.  Test cutanei mediante prick sono stati eseguiti con frutta fresca, e tests cutanei con estratti commerciali per un pannello di alimenti vegetali e di pollini. Le positività cutanea sono state per i pollini di graminacee, olivo, platano, cipresso, ed inoltre per estratti di nocciola, arachidi, pesca, mela, mais e riso e per melograno fresco. Sono state isolate  una banda di 9 kDa e  di 29 kDa.

La banda proteica di legame di 9 kDa è stata riscontrata anche in altri estratti alimentari studiati e nell’estratto pollinico di platano, e veniva completamente inibita con rCor a 8, una Lipidi Transfer Proteine (LTP). In questo caso la cross-reattività appariva essere collegata alla presenza della LTP.

Nel 2008 viene pubblicato da Gangemi S, et al, un caso di anafilassi indotta da esercizio fisico melograno-dipendente. Un ragazzo di 17 anni ha riportato un episodio di orticaria diffusa con edema delle labbra durante l'esercizio di danza. Tre ore prima aveva mangiato alcuni semi di melograno, senza nessun altro cibo. Prick test per i cibi più comuni sono risultati positivi per la pesca. Il paziente ha riferito di aver avuto angioedema facciale dopo l'ingestione di probiotici con aromi di pesca nel corso dell'anno precedente e dopo l'ingestione di pesca fresca quando era giovane. Prick test cutaneo con semi di melograno fresco è stato positivo (pomfo di diametro 6 mm), come pure  il test con LTP di pesca.  Non è stata effettuata il test di provocazione orale specifica.

Nel 2009 Damiani E, et al, presenta una serie caso di pazienti con sintomi allergici che si è sviluppato dopo aver ingerito frutti di melograno freschi: (1) un uomo di 19 anni che si è lamentato di 2 episodi di angioedema delle labbra superiori e la lingua, che è apparso pochi minuti dopo l'ingestione; (2) un ragazzo di 13 anni che ha avuto un episodio di orticaria e angioedema diffusa delle labbra dopo l'ingestione; (3) una donna di 31 anni che lamentava di un episodio di orticaria 20 minuti dopo l'ingestione; e (4) una donna di 23 anni che si è lamentato di un episodio di angioedema del viso e labbra, prurito della gola, dolore addominale, e orticaria diffusa, circa un'ora dopo l'ingestione di melograno.

In tutti i casi le prove cutanee mediante prick con estratti di melograno sono stati positivi.. Sono state riscontrate bande proteiche a 29 e a 12 kDa, e l'analisi all’immunoblotting dimostrava una IgE reattività del siero dei pazienti verso  una singola banda di 29 kDa. Due pazienti (pazienti 1 e 3) avevano una storia di sintomi respiratori stagionali, e tre pazienti (pazienti 1, 2, e 3) evidenziavano  IgE specifiche verso  vari pollini e altri allergeni inalatori .  L’ingestione di pesche e di noci aveva ugualmente indotto

2014 – L’Allergia Melograno è associata alla sensibilizzazione verso delle Proteine non specifiche di Trasporto Lipidico (nsLTP). Nel succo di melograno sono stati identificate due nsLTPs appartenenti al gruppo LTP1, ma solo una è riconosciuta dalle IgE dei pazienti allergici.  Lo scopo di questo studio è stato quello di identificare e caratterizzare le nsLTPs espresse dal melograno a livello molecolare e di studiare le loro proprietà allergeniche in riferimento alla capacità di legarsi alle IgE e alla cross-reattività con la nsLTP della pesca (Pru p 3). Sei pazienti di sesso femminile allergiche al melograno sono stati reclutati. Il sintomo più frequente (4/6 pazienti) alla ingestione di frutti di melograno era sindrome allergica orale. In un caso (paziente No. 1) si sono manifestate gravi reazioni sistemiche.

La sensibilizzazione al melograno è stata confermata dal prick test.

Anche se tutti i 6 pazienti analizzati evidenziavano un valore positivo all’ Immuno-CAP verso Pru ​​p 3, quattro di loro tolleravano l’ingestione della pesca (pazienti numero 2,3,4,5) suggerendo che l’allergia alimentare alla pesca e al melograno non sono strettamente clinicamente  associati. Quattro nsLTPs sono state identificate mediante elettrofororesi bidimensionale seguita da immunoblotting (2-D immunoblotting).

Le proteine ​​rilevate hanno mostrato differenti capacità di legame alle IgE e parziale cross-reattività con Pru p 3. La clonazione mediante la tecnica del cDNA (complementary  DNA) e l’analisi mediante spettrografia di massa  ha portato alla individuazione di tre nsLTP isoforme (varianti allergeniche) con 66-68% sequenza aminoacidica identità di nome denominate Pun g 1.0101, 1.0201 e Pun g  1.0301. (Bolla 2014 ref.29890 7)

 

ALLERGENI

Finora è stato identificato un solo allergene e tre varianti allergeniche: (vedi www.allergome.org)

Pun g 1, una nsLTP

Pun g 1.0101

Pun g 1.0201

Pun g 1.0301


DIAGNOSTICA

Attualmente il prick-by-prick con semi freschi è il test cutaneo di riferimento.

In centri specializzati possono ricercare anche le IgE specifiche nel siero.


TERAPIA

Non esiste terapia specifica.

Poiché la maggioranza delle reazioni allergiche alla melagrana sono presenti in soggetti con allergie polliniche, è bene – in caso di reazioni più o meno intense non in linea con le allergie inalatorie di base – porsi la domanda della eventuale ingestione di melagrana.

Successivamente la prevenzione è la migliore terapia.


PRINCIPALI FONTI DOCUMENTALI

 

Bolla M, Zenoni S,  Scheurer S, et al. Pomegranate (Punica granatum L.) espresses several nsLTP isoforms characterized by differtent immunoglobulin E-binding properties. Int Arch Allergy Immunol 2014;164:112-121.

Buyuktiryaki B, Bartolomé B, Sahiner UM, et al. Pomegranate allergy and pathogenesis-related protein 4. Ann Allergy Asthma Immunol 2013; 111:231-232.

Damiani E, Aloia AM, Priore MG, et al. Pomegranate (Punica granatum) allergy:clinical and immunological findings. Ann Allergy Asthma Immunol 2009;103:178-180

Enrique E, Utz M, De Matteo JV, et al. Allergy to lipid transfer proteins: cross-reactivity among pomegranate, hazelnut, and peanut. Ann Allergy Asthma Immunol 2006; 96:122-123.

Gaig P, Bartolomé B, Lieonart R, et al. Allergy to pomegranate (Punica granatum). Allergy 1999;54:287-288.

Gaig P, Botey J, Gutiérrez V, et al. Allergy to pomegranate  (Punica granatum). J Investig Allergol Clin Immunol 1992; 2:216-218.

Gangemi S, Mistrello G, Roncarolo D, et al. Pomegranate-dependent exercise-induced anaphylaxis. J Investig Allergol Clin Immunol 2008;18:491-492.

Igea JM, Cuesta J, Cuevas M, et al. Adverse reaction to pomegranate ingestion. Allergy 1991;46:472-474.

Valsecchi R, Reseghetti A, Leghissa P, et al. Immediate contact hypersensitivity to pomegranate. Contact Dermatitis 1998;38:44-45.

Zoccatelli G, Dalla Pellegrina C, Consolini m, et al. Isolation and identification of two lipid transfer proteins in pomegranate (Punica granatum). J Agric Food Chem 2007;55:11057-11062.