Eliminazione peli superflui

Epilazione dei peli superflui con Terapia Fotodinamica (PDT)


Eliminazione dei peli superflui tramite
 epilazione

progressivamente definitiva con Terapia Fotodinamica (PDT)

 


Generalità sull’epilazione progressivamente definitiva

Per epilazione progressivamente definitiva si intende una procedura medica con la finalità di far scomparire peli indesiderati in modo permanente o perlomeno duraturo (superiore cioè all’intervallo di tempo di comuni procedure epilatorie manuali) da una certa area cutanea o da più aree cutanee in cui tali peli causino un disagio estetico e/o psicologico.

La sensibilità di ogni pelo al danno prodotto dalla procedura epilatoria varia secondo la fase del ciclo vitale in cui esso si trova: anagen (crescita), catagen (regressione) e telogen (fase di riposo). Per ottenere una depilazione definitiva ogni pelo dovrebbe essere preferenzialmente sottoposto a trattamento nella fase anagen (fase di ricrescita). Poiché i peli di una determinata regione (volto, ascella, schiena e arti inferiori) non presentano una sincronia del loro ciclo vitale, sarà necessario ripetere più volte il trattamento a distanza di tempo, ad intervalli di circa 4-8 settimane. Si può affermare che a seguito di ciascuna seduta di trattamento sarà eliminato definitivamente il 15‐20% circa dei peli della regione trattata.

Non è garantibile la totale scomparsa dei peli.

Un limite delle metodiche mediche epilatorie finora utilizzate è dato dal colore del pelo e dal colore della cute da trattare. In particolare, la luce pulsata e la luce laser non sono indicate in presenza di peli chiari e/o cute circostante troppo scura, in quanto il meccanismo d’azione di tali metodiche sfrutta la selettività di azione nei confronti del pigmento melaninico contenuto nei follicoli piliferi di colore scuro.

Un superamento di tali limiti è arrivato con l’introduzione della terapia fotodinamica per applicazione epilatoria.


Generalità sulla Terapia Fotodinamica (PDT)

La Terapia Fotodinamica (chiamata anche PDT dal termine corrispondente inglese Photodynamic Therapy) rappresenta senza dubbio una delle terapie dermatologiche più innovative e tecnologicamente avanzate attualmente disponibili. Inizialmente introdotta per la cura di lesioni pre-cancerose e per tumori cutanei derivanti dallʼepidermide, la terapia fotodinamica è stata utilizzata per trattare un sempre più ampio spettro di condizioni cutanee, sia patologiche sia di tipo estetico (acne, fotoringiovanimento). Basata sullʼutilizzo di un agente sensibilizzante, la PDT sfrutta una particolare sorgente di luce per ottenere i suoi effetti terapeutici e cosmetici. Dalla luce, quindi, causa dellʼinvecchiamento della pelle, la scienza ha sviluppato una tecnica che proprio attraverso la luce stessa apporta alla pelle salute e bellezza.


Come funziona la PDT  per epilazione ?

La Terapia Fotodinamica è una procedura medica che si basa in campo dermatologico sullʼutilizzo di una crema contenente un agente fotosensibilizzante applicata sullʼarea da trattare. Tale agente fotosensibilizzante ha la capacità di penetrare nei follicoli piliferi “attivati” dall’infiammazione e di accumularsi nelle cellule che li compongono. Tale accumulo di sostanza è in grado di far produrre a queste cellule una sostanza fototossica, che viene attivata quando lʼarea viene illuminata da una particolare sorgente di luce. Tale interazione tra luce e sostanza fototossica produce allʼinterno della cellula delle molecole di ossigeno molto reattivo, capace di distruggere le cellule dallʼinterno. Una volta terminato il processo, il sistema immunitario insito nella nostra pelle provvederà a ripulire il campo dai residui delle cellule distrutte.

Dal punto di vista tecnico, il principale agente fotosensibilizzante utilizzato nella PDT cutanea è una crema contenete lʼAcido Amino-Levulinico, nella sua forma metilata (da cui il nome di Metil-aminolevulinato o MAL). Questo composto è normalmente presente nel nostro organismo poichè fa parte della via biosintetica dellʼeme, la particolare sostanza parte dellʼemoglobina e capace di legare lʼossigeno nei globuli rossi. Il MAL ha la capacità di accumularsi selettivamente nelle cellule sottoposte a stato infiammatorio (quelle cioè con un metabolismo più elevato) e di inibire la via biosintetica dellʼeme, inducendo l’accumulo di un metabolita di scarto chiamato Protoporfirina IX. Tale sostanza è la vera responsabile del meccanismo dʼazione della PDT. Essa, infatti, illuminata da una sorgente di luce rossa, ha la capacità di assorbire energia e di entrare in uno stato cosiddetto “eccitato”; per tornare al suo stato di quiete, essa deve cedere lʼenergia accumulata alle molecole circostanti; tra queste le più recettive nel raccogliere lʼenergia in eccesso sono le molecole di ossigeno. Quando lʼossigeno assorbe lʼenergia esterna, entra esso stesso in uno stato di “eccitazione” formando i cosiddetti ROS ovvero specie reattive dellʼossigeno. Tali ROS sono altamente tossici per la cellula perchè distruggono tutto ciò che incontrano, come proteine, membrane, etc. Una volta avvenuta tale reazione, la cellula va incontro a degenerazione, che può essere controllata (fenomeno dellʼapoptosi) oppure incontrollata (fenomeno della necrosi). In entrambi i casi, lʼesito finale della terapia fotodinamica è la distruzione selettiva delle cellule che hanno incorporato il MAL.


Come si svolge la terapia fotodinamica per epilazione ?

Una volta eseguita la visita di pre-trattamento, ove si stabilisce lʼeffettiva presenza di peli indesiderati che causino disagio psicologico e/o estetico e per i quali non sia controindicato l’utilizzo della PDT per epilazione, si passerà alla seduta di terapia fotodinamica epilatoria vera e propria. 

Circa 12-24 ore prima del trattamento, il paziente dovrà sottoporsi al proprio domicilio ad una seduta di ceretta con cera a caldo nella regione da sottoporre il giorno seguente a terapia fotodinamica epilatoria ed applicare una crema protettiva indicata nella precedente visita dermatologica.

Entro le 12-24 ore successive, il paziente sarà sottoposto alla terapia vera e propria. La ceretta a caldo è di fondamentale importanza poiché riesce a creare infiammazione nei follicoli piliferi indesiderati che riusciranno così ad incorporare la crema fotosensibilizzante. Senza tale fase iniziale, la terapia fotodinamica epilatoria risulterebbe inefficace.

La prima fase della seduta di PDT epilatoria prevede una disinfezione dell’area da trattare e la successiva applicazione della crema contenente lʼacido aminolevunico. Viene quindi applicato un bendaggio occlusivo e che impedisca il passaggio della luce. Tale oscuramento è di fondamentale importanza per impedire l’attivazione del prodotto prima della sua penetrazione nei follicoli piliferi. Anche la luce solare, infatti, è in grado di produrre un certo effetto fotodinamico, pur di entità inferiore a quello prodotto dalla sorgente di luce rossa.

Una volta completata la medicazione, il paziente deve attendere circa 3 ore (il tempo di attesa può essere variabile secondo le condizioni cutanee e a giudizio del dermatologo). Durante tale periodo e secondo lʼarea da trattare, il paziente potrà rimanere in luogo chiuso e oscurato oppure eseguire le proprie normali attività lavorative avendo lʼavvertenza di non esporsi a temperature inferiori ai 15°C e di evitare che la medicazione si stacchi. Durante tale periodo, è interdetta lʼattività fisica e il fumo.

Trascorso il periodo di incubazione, la medicazione verrà rimossa così come lʼeventuale eccesso di crema residua. Lʼarea da trattare sarà quindi subito sottoposta ad una sorgente di luce rossa a LED (37 J/cm2 per lampade LED a banda stretta con lunghezza dʼonda di 630 nm) per circa 8-10 minuti. Prima dellʼavvio della lampada, il paziente e il medico o il personale infermieristico presente indosseranno appositi occhiali protettivi. Al termine del tempo di irradiazione, verrà applicata in via precauzionale una crema antibiotica e il paziente potrà tornare alle proprie attività.

Il paziente non dovrà esporsi al sole o a sorgenti di luce artificiale nelle 48 ore successive alla terapia fotodinamica; in caso di effetti collaterali locali (vedi infra), il periodo dellʼastensione dal sole o luce artificiale potrebbe essere più prolungato (in genere fino ad un massimo di 30-45  giorni) per consentire che la cute torni alla sua completa normalità ed evitare possibili esiti ipercromici post-infiammatori.

Frequenza delle sedute: la frequenza delle sedute è variabile e dipendente in particolare dalla sede e dalla quantità di peli da trattare. Generalmente sono necessarie 3-4 sedute per depilare piccole aree del volto e 4-6 sedute per aree più vaste al tronco o agli arti, distanziate di 30-45 giorni. In ogni caso, la quantità di sedute non può essere stabilita con precisione prima del trattamento.

Trattamento complementare. La terapia nellʼarea delle labbra può essere utile somministrare Aciclovir 1 ora prima del trattamento e 4 e 12 ore dopo. Sono infatti segnalati casi di riaccensione dellʼHerpes nei trattamenti delle labbra per cheilite attinica o per fotoringiovanimento. Tale trattamento è caldamente consigliato in tutti i pazienti che soffrono di Herpes labiale ricorrente e per cui si esegua un trattamento con PDT in tale area.


Ci sono controindicazioni per lʼesecuzione della terapia fotodinamica ?

In genere, la PDT può essere eseguita su tutti i pazienti, dal momento che il farmaco fotosensibilizzante ha un assorbimento sistemico molto limitato e gli effetti collaterali sono di modesta entità.

Esistono tuttavia delle condizioni che controindicano lʼesecuzione della terapia fotodinamica:

- pazienti allergici alle arachidi (a causa di un eccipiente di cui è composta la crema

fotosensibilizzante)

- pazienti portatori di porfiria

- pazienti portatori di xeroderma pigmentosum

- pazienti di sesso femminile in stato di gravidanza o di allattamento

- pazienti di età inferiore ai 16 anni  

- uso di creme contenenti retinoidi nel mese precedente

- accertata fotosensibilità alle lunghezze dʼonda terapeutiche (600-700 nm)

I pazienti che assumono terapie anticoagulanti dovrebbero prestare attenzione nella fase successiva al trattamento per la formazione di piccole ecchimosi in corrispondenza dell’unità pilifera trattata; il dermatologo di fiducia deciderà sulla base della situazione clinica se sia necessario sospendere la terapia anticoagulante per qualche giorno o se sostituirla con altra terapia, in accordo con il medico di famiglia.


Quali sono gli effetti collaterali della terapia fotodinamica epilatoria?

Durante o successivamente alla seduta di terapia fotodinamica possono verificarsi uno o più degli effetti collaterali sotto riportati. Tali fenomeni sono generalmente di entità modesta e taluni sono indice del buon funzionamento della terapia.

Durante la seduta di PDT il fenomeno più comune è lʼinsorgenza di bruciore e dolorabilità della zona irradiata. Essa è dovuta alla reazione fototossica e alla distruzione selettiva delle cellule che hanno incorporato il MAL; secondo l’intensità della reazione fototossica la sensazione di dolore può diventare anche molto intensa. In tal caso la zona potrà essere raffreddata con aria fredda o acqua termale. In caso di dolore più accentuato il trattamento potrà essere sospeso e ripreso dopo qualche minuto senza inficiare il risultato finale della terapia.

Al termine della terapia, l’area trattata può presentare arrossamento e leggero gonfiore, in particolare attorno ai follicoli piliferi trattati (edema perifollicolare); anche questo è un segnale di buon funzionamento della terapia.

Nei giorni successivi è possibile assistere alla comparsa dei seguenti fenomeni:

- Nelle 24 ore successive e per 5-7 giorni possono perdurare prurito, bruciore o dolore; in qualche caso, il dolore può aumentare di intensità e poi diminuire gradualmente. Utile, in tali casi, l’uso di antidolorifici (ad es. paracetamolo, ibufrofene).

- Nei 2-5 giorni successivi al trattamento, possono comparire fenomeni di desquamazione e formazione di croste talvolta (ma meno frequentemente) anche piccole vescicole piene di liquido e pustole. Questa situazione può perdurare in genere fino a 15 giorni e può essere contrastata e prevenuta con la crema antibiotica prescritta dopo il trattamento.

- Nelle 24 ore successive e dopo qualche giorno, nella zona trattata può comparire un gonfiore con formazione di edema che può durare per 15 giorni. Tale fenomeno è dovuto allʼinfiammazione causata dalla reazione fototossica e può essere contrastato con lʼuso di acqua termale fredda ad impacco.

Effetti collaterali infrequenti della terapia fotodinamica possono essere i seguenti:

- Comparsa di discromie in senso ipercromico (macchie scure sulla zona di reazione fototossica che in genere si attenuano dopo qualche mese) o ipocromico (macchie più chiare rispetto alla cute circostante che in genere si attenuano dopo qualche mese). Può essere dovuta ai processi di riparazione della cute e contrastata dallʼuso regolare di creme solari protettive con fattore di protezione 50+ per circa 3 mesi.

- Comparsa di dermatite allergica da contatto o reazioni orticarioidi dovuta ad ipersensibilità a taluno dei componenti della crema fotosensibilizzante; in genere si evidenzia in quei pazienti che hanno effettuato più sedute molto ravvicinate nel tempo.

Oltre agli effetti collaterali locali soprariportati, sono possibili anche sintomi di tipo generale, quali: ansia, cefalea, nausea, senso di affaticamento, sindrome simil-influenzale. Nel caso tali fenomeni sembrino eccessivi o non ben controllati, sarà necessario contattare il proprio dermatologo di fiducia tempestivamente, in modo da poter instaurare adeguati provvedimenti terapeutici.

 

In conclusione, l'eliminazione dei peli superflui mediante epilazione progressivamente permanente con Terapia Fotodinamica (PDT) può essere considerata una metodica efficace e duratura e deve essere ritenuta una valida alternativa terapeutica per tutti i pazienti interessati a tale tipo di trattamento, in particolare se sono presenti peli chiari o grigi, se il colorito della cute circostante è scuro e se sussistono controindicazioni ai tradizionali trattamenti epilatori mediante laser o luce pulsata.